Coronavirus, Conte chiude le fabbriche, escluse alimentari, sanità e strategiche

Il governo ha concordato le misure restrittive con sindacati e imprenditori

di Redazione | 21 Marzo 2020, @11:03 | ATTUALITA'
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Il premier Giuseppe Conte ha annunciato, dopo la riunione in teleconferenza di questo pomeriggio con le parti sociali e con i capi delegazioni dei partiti della maggioranza di governo, la chiusura per 15 giorni su tutto il territorio nazionale di ogni fabbrica, escluse quelle di importanza strategica per il sistema Paese, oltre a quelle alimentari e del settore dell’igiene e della sanità.

“Non abbiamo alternative dobbiamo resistere. I sacrifici dello stare a casa sono nulla rispetto a chi sta lavorando negli ospedali, alla Protezione Civile, alle forse dell’ordine.” Ha dichiarato il premier. “Lo Stato c’è. Mai come ora nostra comunità deve stringersi forte come una catena a protezione della cosa più importante: la vita”.

Dopo la nuova ordinanza restrittiva annunciata oggi pomeriggio dal Governatore della Lombardia Attilio Fontana, anche il governo ha deciso queste nuove misure restrittive, nel quadro delle misure applicative dell’ultimo decreto di contrasto all’epidemia di coronavirus. E questo nella giornata di maggior incremento di morti dall’inizio dell’emergenza sul fronte del coronavirus: sono saliti a 4.825 le vittime, con un aumento rispetto a ieri di 793 unità. Ieri l’aumento era stato di 627 morti. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile nella conferenza stampa delle 18.

Complessivamente sono 42.681 i malati, con un incremento rispetto a ieri di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 53.578. Sono 6.072 le persone guarite dopo aver contratto il coronavirus, 943 in più di ieri. 

I malati ricoverati in terapia intensiva sono 2.857, 202 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.093 sono in Lombardia. Dei 42.681 malati complessivi, 17.708 sono poi ricoverati con sintomi e 22.116 sono quelli in isolamento domiciliare.

ORDINANZA IN VIGORE DAL 22 MARZO IN LOMBARDIA

Sospensione dell’attività degli uffici pubblici, delle attività degli studi professionali, il fermo delle attività nei cantieri e divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente. E’ quanto stabilisce un’ordinanza del governatore della Lombardia Attilio Fontana.

La nuova ordinanza “entra in vigore domenica 22 marzo e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica – fino al 15 aprile”. Restano aperte edicole e farmacie. “Le nostre autorità sanitarie – ha detto Fontana – ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare”. “Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea”. L’ordinanza include anche “la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza”.

La nuova stretta sulle attività in Lombardia prevista dall’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia, non riguarda i negozi inseriti negli allegati 1 e 2 del Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’11 marzo scorso. Resteranno chiusi i distributori automatici, ma potranno rimanere aperti, tra gli altri, tabaccai, lavanderie, ferramenta, ottici e negozi di elettronica ed elettrodomestici. Resta consentito il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet, per televisione, corrispondenza, radio e telefono.

L’ordinanza emanata questa sera dalla Regione Lombardia lascia aperti tutti i media, considerati servizi pubblici essenziali. Lo si apprende da fonti della Regione Lombardia che peraltro aveva stabilito di lasciare aperte le edicole.


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