Coronavirus, Confsal: “Troppe categorie dimenticate da decreto Cura Italia”

di Redazione | 23 Marzo 2020 @ 19:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Il coronavirus è ormai una pandemia che colpisce indiscriminatamente, in ogni angolo del pianeta, determinando problemi incommensurabili sotto i profili sanitario, sociale ed economico. Ma le misure disordinate che i governi adottano a fatica riescono difficilmente a contenere o mitigare il diffondersi del contagio e spesse volte non sono neppure in grado di ricomprendere alcuni tra i soggetti più fragili, che senza sostegni, non potranno sopravvivere neppure fisicamente. Dal nostro Osservatorio sindacale sul mondo del lavoro privato di piccole dimensioni, sia con riferimento alle parti datoriali che ai lavoratori, spesso precari, ci troviamo di fronte a innumerevoli e variegate fattispecie non contemplate dal Decreto 18 che prevede le misure di sostegno per le aziende e per i lavoratori a causa dell’emergenza Covid-19”.

Lo fa notare Alfredo Moroni, segretario provinciale dell’Aquila Fesica-Confsal (Federazione sindacati industria, commercio, artigianato).

“Non trovano certamente spazio i tirocinanti. Si dirà che non si tratta di rapporti di lavoro subordinato ma di persone che svolgono un periodo di orientamento a lavoro e di formazione e che dunque non possono trovare tutela, che invece trovano le attività di apprendistato professionalizzante. Dubito però che qualcuno (anche nel Governo e in Parlamento) non sappia che sovente i tirocini, che sono pagati, sono sostitutivi di contratti di lavoro e consentono ai c.d. tirocinanti di sbarcare il magro lunario e agli ospitanti di risparmiare soldi”, dice Moroni in una nota.

“Sappiamo che la sospensione del tirocinio è legata a maternità o infortunio o a chiusura aziendale fino a 15 giorni e ci rendiamo conto della difficoltà di svolgere le attività dei tirocinanti con lo smart working, anche se alcune Regioni hanno in questi giorni assunto provvedimenti, in genere di sospensione, tranne la Regione Abruzzo e poche altre. Ma proprio per questo – continua Moroni – i tirocinanti vanno aggiunti a coloro che ricevono sussidi o sostegni economici in questo periodo di forzato blocco totale delle attività ed auspichiamo che in sede di conversione del decreto si ponga riparo a tale ingiustizia, che non riguarda pochi individui”.

“Analogamente, sono stati tagliati fuori dagli interventi molti piccoli commercianti o professionisti per il solo fatto che sono contestualmente iscritti anche ad una gestione previdenziale obbligatoria. A questi sventurati non competono neppure i 600 Euro previsti per gli altri autonomi, perché magari intrattengono un rapporto part time di poche ore la settimana con datori di lavoro che per tipologia di attività continuano a svolgere il proprio servizio in quanto essenziale. Stiamo parlando ad esempio di quanto accade negli studi professionali o nei patronati, in cui sono proprio i più giovani a scontare l’effetto negativo della mancata previsione nel decreto. La richiesta è che venga sanata anche tale incongruenza”.

“D’altro canto”, prosegue Moroni, “ci si rende ben conto delle enormi difficoltà del momento e che mancano i necessari strumenti di prevenzione come le carte dei terremoti, delle alluvioni e delle pandemie. Così facciamo affidamento come sempre sul sacrificio degli eroi, che in questo frangente sono soprattutto medici e infermieri, altre volte sono i Vigili del fuoco”.

“Chi più sa più fa, dice un proverbio, ma non è sufficiente. Speriamo almeno che vengano colmate le ingiustizie poste in essere dallo stesso legislatore nel momento emergenziale. L’auspicio è che qualche Parlamentare conservi un po’ di attenzione e di lucidità”, conclude il sindacalista.


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