Coronavirus: come parlare a bambini, il vademecum anti-panico di una psichiatra aquilana

di Redazione | 10 Marzo 2020, @07:03 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – L’emergenza Coronavirus ha mandato letteralmente in tilt milioni di famiglie italiane, costrette a rimanere a casa con i propri figli a causa della chiusura delle scuole.
 
E anche se diverse ricerche internazionali hanno evidenziato che il virus non è letale, soprattutto per i più piccoli, c’è ovviamente molta apprensione, soprattutto perché nessuno conosce la malattia al punto di esserne certo al 100 per cento.
 
Come fare quindi per aiutare i bambini a fronteggiare queste paure?  Come organizzare il loro tempo per far sì che il timore non si trasformi in ansia? Ne abbiamo parlato la psichiatra infantile aquilana Marisa Mastracci.
 
Dottoressa Mastracci, come possiamo spiegare ai bambini perché sono a casa e non a scuola?
 
Sono dell’idea che qualcosa lo abbiano già capito abbondantemente nei giorni scorsi. Il nostro compito è più che altro quello di comunicare l’emergenza. Tranquillizandoli sì, ma anche senza girarci troppo intorno. È necessario che venga spiegato loro che, al momento, abbiamo a che fare con una malattia di una certa gravità. Una malattia “cattiva” ma da cui noi, che siamo più furbi, siamo perfettamente in grado di proteggerci al meglio attuando piccole accortezze, come per esempio rimanere in casa o comunque cercare di evitare i luoghi troppo affollati.
 
Può essere utile spiegare loro che i bambini sono i meno colpiti dalla malattia?
 
Certo. Se fosse vero aiuterebbe sicuramente a tranquillizzarli, ma al momento ancora non si hanno certezze in tal senso. A Milano, per esempio, molti ricoverati sono giovani e sicuramente più forti rispetto agli anziani. Quello che dobbiamo far capire a tutti è che è utile rimanere dentro e, anche in quel caso, occorre dare un messaggio positivo, cioè che la guarigione è possibile, ma che è necessario agire preventivamente nei dovuti modi per evitare il contagio.
 
Come può essere impiegato il tempo da trascorrere in casa?
 
Stare a casa tutti insieme potrebbe essere una buona occasione per i genitori per conoscere meglio i loro figli e giocare con loro. Il mio consiglio è quello di impiegare il tempo leggendo insieme dei libri o delle favole e anche di andare all’aperto per fare un po’ di esercizio fisico, cosa che i nostri ragazzi fanno poco. A mio avviso, l’importante è che non stiano tutto il giorno sul divano con tablet, telefonini e simili dispositivi elettronici. 
 
Impresa difficile…
 
Ne sono consapevole. Dobbiamo però fare del nostro meglio perché ciò non accada. Stare tutto il giorno attaccati allo schermo passivizza molto; tra l’altro, il rischio è anche che finiscano per guardare alla tv le tante trasmissioni che non fanno altro che parlare di Coronavirus, con la conseguenza che la paura possa trasformarsi in vere e proprie forme di ansia. 
Ecco, anche rispetto al flusso di informazioni, come devono comportarsi gli adulti?
 
So benissimo che evitare l’utilizzo di telefonini e tv potrebbe essere difficile, soprattutto quando parla di ragazzi di 12 o 13 anni. Quello che mi sento di consigliare a tutti è di cercare di giocare in maniera attiva con i propri figli; di portarli all’aperto, di andare in bici o di giocare a pallone. Pur sempre evitando i luoghi affollati. Stare insieme potrebbe rappresentare un’occasione in più per conoscersi meglio, oltre che per parlare con loro e capire davvero cosa pensano rispetto alla situazione.

Print Friendly and PDF

TAGS