Coronavirus, anticorpi e cellule T in grado di reagire al virus

Il professor Valenti condivide lo studio dei laboratori de La Jolla, California

di Redazione | 19 Luglio 2020 @ 11:44 | ATTUALITA'
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Il professor Marco Valenti, docente dell’Università dell’Aquila e Direttore del Centro riferimento regionale Autismo presso l’Ospedale San Salvatore L’Aquila, condivide sul suo profilo Facebook uno studio diretto dallo scienziato italiano Alessandro Sette, in uno dei laboratori de La Jolla, California

Secondo tali studi, il nostro sistema immunitario si serve di anticorpi e cellule T per combattere il virus. Non si sa con certezza da dove vengano queste cellule, l’ipotesi più attendibile è che l’immunità sia stata suscitata da altri quattro tipi di coronavirus (HCoV-OC43, HCoV-HKU1, HCoV-NL63 e HCoV-229E) che sono responsabili dei comuni raffreddori. Questo spiegherebbe anche i diversi sintomi che variano di persona in persona. 

“Se così fosse – commenta il virologo Roberto Burioni – il vaccino potrebbe essere già a disposizione. Infatti una delle modalità attraverso le quali è possibile vaccinare un paziente è utilizzando virus attenuati, in altre parole meno “cattivi” di quelli che si incontrano per strada, che i ricercatori chiamiamo ‘virus selvaggi'”. 


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