Coronavirus: anche nelle scuole aquilane partono le lezioni online, “Così scongiuriamo la piscosi”

di Redazione | 06 Marzo 2020 @ 08:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Continuare a studiare ed evitare che l’insicurezza sfoci in psicosi.
 
Tutte le scuole e le università italiane sono chiuse e lo saranno fino al 15 marzo prossimo. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri dopo una giornata di incertezza, con l’emergenza Coronavirus che ha costretto il Governo a interrompere “in via prudenziale” tutte le attività e il primo pensiero di docenti, studenti e famiglie è stato uno solo: come evitare di spezzare la routine didattica e mantenere il controllo in una situazione psicologicamente precaria, specialmente per i più giovani.
 
Lasciare l’intera popolazione scolastica a casa potrebbe avere infatti il suo peso. Soprattutto per quanto riguarda bambini e ragazzi della primaria e della secondaria di primo grado. Quegli alunni hanno naturalmente dei genitori che non sempre gradiscono chiusure non preventivate. Tanto più se prolungate. La convivenza continuata con i figli e con la raffica di compiti assegnati dai professori potrebbero inoltre rappresentare un grande problema, se non fosse per il fatto che viviamo nell’era della tecnologia, con internet che accorcia le distanze e la possibilità di imparare anche senza doversi per forza recare personalmente nelle strutture scolastiche.
 
Come è già avvenuto in altre zone d’Italia, anche all’Aquila quindi ci si è subito mossi per attivare lezioni online, oltre a una serie di iniziative volte appunto a garantire continuità didattica a tutti i ragazzi. 
 
“Al momento stiamo pensando a come strutturare le lezioni a distanza – dice a L’Aquila Blog Andrey Iafrate dell’Udu -. e al contempo siamo in contatto con il rettore, i direttori generali e l’Azienda per il diritto agli studi universitari per cercare di risolvere la situazione ed evitare che possano venire a crearsi particolari disagi. In generale, la situazione è tranquilla, c’è solo un po’ di preoccupazione legata alla diffusione della malattia, ma ogni forza sta impiegando le proprie energie al fine di evitare che si sfoci nel panico vero e proprio”.
 
Non si lasciano intimorire nemmeno gli studenti delle scuole superiori, nonostante, come racconta Tommaso Cotellessa, rappresentante del Liceo ‘D.Cotugno’ e presidente della Consulta provinciale degli studenti del capoluogo, “la situazione abbia spiazzato un po’ tutti”.
 
“Ci stiamo muovendo per fa sì che l’interruzione delle lezioni non sfoci in quarantena – afferma -. Il nostro intento è quello di fare scuola nonostante le strutture siano chiuse. Una scuola intesa in senso ampio, come luogo di aggregazione e presidio sociale. Per questo, pur rispettando le norme del Governo, ci stiamo occupando dell’allestimento di classi digitali che uniscano contestualmente tutti gli studenti della regione”.
 
Secondo Cotellessa infatti, solo in questo modo sarà possibile “tornare alla normalità e scongiurare il panico”.
“Gli strumenti li abbiamo tutti – aggiunge -. Dobbiamo cercare di evitare di essere investiti dalla psicosi e dalla paura e, anche per attenerci anche alle norme adottate al governo, le lezioni a distanza rappresentano il metodo più consono per farlo tutti insieme”.
 
Studiare via internet sarà possibile anche molti degli alunni che frequentano le scuole primarie e secondarie, come spiega anche Alessandra De Cecchis, dirigente dell’Istituto comprensivo “Navelli”.
 
“Dopo il Decreto emanato nella giornata di ieri – afferma -, ci stiamo attivando per attivare la didattica a distanza che, in via sperimentale, partirà anche nella scuola primaria. La quasi totalità dei docenti dell’Istituto comprensivo è infatti formato per utilizzare le piattaforme online. Ci vorrà un po’ di tempo per allestire, ma non ci fermiamo. Il confronto con le famiglie dei bambini è costante perché riteniamo che l’apprendimento passi soprattutto attraverso la relazione tra alunni e insegnanti e, in questa fase così delicata, è importante che gli studenti comprendano che i docenti vogliono esserci proprio per accompagnarli e sostenerli anche tramite la sola presenza virtuale”.
 
 
 

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