Coronavirus, al Parco Gran Sasso esposto al prefetto contro circolare direttore

di Redazione | 14 Marzo 2020, @06:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Presunta “condotta illegittima” nei confronti dei propri dipendenti e della tutela della salute della comunità da parte dell’amministrazione del Parco nazionale del Gran Sasso e monti della Laga, nell’ambito dell’applicazione delle misure restrittive adottate per l’emergenza Coronavirus.

La denuncia un gruppo di dipendenti, che ha presentato un esposto al prefetto, Cinzia Torraco, puntando l’indice contro la circolare che il direttore dell’ente, Alfonso Calzolaio, ha emanato ieri alla luce del decreto del premier Conte, con una serie di linee guida per l’attivazione del lavoro a distanza.

“Il decreto”, si fa osservare nella segnalazione, “dal momento che prevede che la prestazione lavorativa è resa in via ordinaria in forma agile, intende che i dipendenti non debbano produrre richieste ai dirigenti che non devono rilasciare autorizzazioni, ma dovranno essere individuate solamente le attività indifferibili ove siano presenti”.

Eppure la circolare di Calzolaio, secondo i dipendenti, “risulta a beneficio solo di una minima parte dei dipendenti precludendo le possibilità di lavoro agile alla maggior parte dei dipendenti che non rientrano nelle fattispecie indicate dalla circolare”.

Una circolare che “si presume abbia carattere di illegittimità”, affermano i dipendenti, “poiché la circolare non rispetta il dettato del decreto governativo dpmc 11 marzo che all’art. 1 comma 6) stabilisce che ‘fatte salve le attività strettamente funzionali alle gestioni dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente…e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza’”.

“La circolare”, fanno poi osservare i dipendenti nell’esposto, “è stata emanata in relazione ad una ordinaria organizzazione di smart working e non in relazione al momento di emergenza sanitaria non solo nazionale, essendo considerata dall’Oms come pandemia”. (m.sig.)


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