Coppito, il viale degli aceri tra gli Alberi monumentali

di Alessio Ludovici | 20 Febbraio 2024 @ 06:00 | AMBIENTE
aceri coppito murata gigotti
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L’AQUILA – Hanno quasi 200 anni e hanno cominciato il loro viaggio per essere annoverati nell’elenco degli Alberi monumentali d’Italia. Sono gli aceri campestri anastomizzati del parco di Murata Gigotti a Coppito, una galleria di aceri saldati tra di loro attraverso innesti che, stando alle informazioni raccolte nel tempo, risalgono alla metà dell’ ottocento. Il viale, probabilmente, aveva la funzione di collegare il casolare Gigotti, da cui il nome dell’area, questa da qualche anno di proprietà comunale, a un vecchio ingresso nel parco.

Originariamente il viale era anche più lungo, trecento metri, oggi ce ne sono circa cento di metri percorribili. Il fascino è immutato soprattutto nel periodo della fioritura.

Quella degli alberi monumentali è una storia lunga. Un progetto che nasce grazie all’intuizione del Corpo Forestale dello Stato nel lontano 1982 quanto venne promosso il primo “Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse”. Nel 2013, quindi, la legge che impone la tutela degli alberi monumentali del paese.

L’obiettivo è la massima tutela di alberi, o gruppi di alberi come in questo caso, a cui per diversi motivi è attribuibile un particolare pregio ambientale, paesistico o comunitario. In Italia sono oltre 4mila, tutti georeferenziati. L’albo è curato dalle Dg Foreste del Ministero dell’Agricoltura coadiuvate nel territorio dai servizi forestali delle regioni. A proporre un “candidato” può essere però qualunque cittadino.

L’istruttoria prende quindi in considerazione tutta una serie di elementi. L’età e le dimensioni chiaramente, ma non solo. Monumentale può essere un albero molto raro, o con un particolare valore ecologico o, in ogni caso, un albero a cui la comunità attribuisce e riconosce un particolare valore religioso, culturale o simboli.


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