Conte vede Mattarella e rilancia la strada delle riforme

di Redazione | 22 Luglio 2020 @ 12:26 | POLITICA
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Dopo una maratona negoziale lunga cinque giorni e un’ultima lunga notte di scontri e trattative, Giuseppe Conte torna a Roma convinto di aver incassato una vittoria importante: “Il governo è forte, ora si rafforza la sua azione”, esulta all’alba, guardando con più tranquillità ai prossimi mesi e allontanando lo spettro di fibrillazioni e possibili crisi. Subito dopo l’atterraggio Conte è salito al Quirinale per un faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: per un Paese che affronta un enorme calo del Pil, si creano ora “condizioni proficue per un concreto ed efficace programma di interventi” è l’auspicio del capo dello Stato. Conte oggi riferirà alla Camera convinto di aver “difeso la dignità dell’Italia e il ruolo delle Istituzioni europee”; promette che sull’uso dei fondi coinvolgerà le opposizioni, rilancia l’incontro finora mai avvenuto per discutere il Piano di rilancio e ringrazia quegli esponenti del centrodestra che “hanno capito la posta in gioco”. L’intervento europeo è di portata storica per l’Europa e per l’Italia, sottolinea il presidente del Consiglio. E annuncia investimenti strutturali e riforme per un Paese “più verde, più digitale, più innovativo, più sostenibile, più inclusivo”. Conte, che i suoi descrivono impegnato fino all’ultimo con Macron in una battaglia per non ridurre i fondi, porta a casa il 28% dell’intero pacchetto europeo: 81,4 miliardi di sussidi e 127,4 miliardi di prestiti. I fondi arriveranno nel 2021, ma il 10% dei sussidi (circa 8 miliardi), come spiega il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, potranno essere anticipati e finanziare progetti avviati da febbraio 2020. 

Questi soldi, sottolinea il presidente della Repubblica esprimendo a Conte “apprezzamento e soddisfazione”, dovranno essere subito incanalati in interventi “efficaci”. Il primo atto sarà un nuovo scostamento di bilancio da circa 20 miliardi, per tamponare la crisi con nuova cassa integrazione, risorse per Comuni e per la scuola. Si metterà al lavoro, assicura, con i suoi Ministri ma sul medio termine la prova è difficile. Ad avere “visione, concretezza, efficacia” lo invita Nicola Zingaretti, che lo aveva accusato di troppi rinvii. “No all’assistenzialismo, sì agli investimenti”, incalza Matteo RenziLuigi Di Maio rivendica di aver “creduto nel cambiamento dell’Europa”. La prova delle riforme non si può fallire: Conte e i leader della maggioranza lo sanno. Ma i partiti sono divisi, a partire dal Mes che Iv e Pd spingono per utilizzare mentre M5S lo respinge. Conte non esclude del tutto il Mes ma dice che “non è l’obiettivo dell’Italia”, che ha come priorità usare le risorse del Recovery, che ha prestiti dai tassi molto vantaggiosi; il problema, ribattono gli alleati, è che fino al 2021 potrebbero servire più soldi. Quanto alla task force per il piano di rilancio, annunciata prima da Gualtieri e poi da Conte, trapelano dubbi sia dal M5S, che vorrebbe veder coinvolti i suoi Ministri, sia dal Pd, che parla di scelta non ancora discussa, sia da Iv, che nega la necessità di un’altra task force. Ma Conte ora sa di essere più forte. 


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