Conte illustra il decreto: “Abbiamo evitato un lockdown, ma per le vacanze servivano restrizioni”

di Redazione | 03 Dicembre 2020 @ 20:51 | ATTUALITA'
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ROMA – Conferenza stampa del Premier Conte per illustrare il cosiddetto Decreto Natale, approvato ieri notte. Un piano approvato per le vacanze, senza il quale, ha spiegato il Premier, sarebbe inevitabile una terza ondata che comunque potrebbe esserci a gennaio ha aggiunto. “Abbiamo comunque evitato un lockdown generalizzato, è calato l’Rt e sono scesi gli accessi ai pronto soccorsi, nel giro di un paio di settimane tutte le settimane tutte le regione saranno gialle, un grande risultato considerando che le fabbriche e le scuole per i più piccoli sono aperte”.
“I risultati ci confortano, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Se affrontassimo le feste con le norme delle aree gialle sarebbe inevitabile un’impennata, da qui le misure dal 21 al 6 gennaio. La strada per uscire dalla pandemia è ancora lunga ha aggiunto, una terza ondata, non meno violenta, potrebbe arrivare a gennaio.”
Il governo ha una strategia e una visione ha affermato il premier e la stiamo mettendo sia nella legge di bilancio, sia nei rapporti con l’Europa e con il recovery fund. “Non siamo in ritardo sul recovery fund e su alcuni dossier poi stiamo correndo e li abbiamo ereditati dal passato”. “Per il recovery ci sarà una giornata a breve, ci sarà un consiglio dei ministri straordinario per approvare la struttura di governance e poi aggiorneremo il parlamento sui progetti”. In merito ad un eventuale rimpasto di governo, Conte ha detto che si tratta di “vecchia politica”, “c’è un confronto e non mi sottraggo se qualche partito mi chiede un momento di verifica”. “I miei ministri – ha però aggiunto – sono i migliori”. 
Sulla eventuale obbligatorietà dei vaccini Conte ha chiarito che c’è un principio di autodeterminazione che va salvaguardato ad ogni costo, se il contagio verrà contenuto verrà preservato anche questo principio.

Il premier ha spiegato le misure del piano: 

Spostamenti: dal 21 vietati tutti da una regione all’altra anche per raggiungere le seconde case. Il 25 26 il 31 e 1 gennaio saranno vietati anche da un comune all’altro. Resta il coprifuoco dalle 22, per capodanno dalle 22 alle 7 del primo gennaio. Nei casi di necessità è permessa anche l’iniziativa di prestare assistenza a persone non autosufficienza.
Rientri all’estero: chi va fuori per turismo e rientra dovrà sottoporsi alla quarantena, così come i turisti stranieri.
Impianti sciistici: chiusi dal 4 dicembre al 6 gennaio, dal 21 al 6 sospese le crociere
Scuola: dal 7 gennaio in presenza anche alle superiori. Il premier ha motivato la scelta, all’inizio si paventava un’apertura già a dicembre, sarebbe dovuta alla mancanza di un trasporto pubblico adeguato. Non si escludono comunque altre opzioni di flessibilità sul territorio.
Bar e ristoranti: in area gialla sempre aperti a pranzo, anche a natale. Arancioni e rosse, aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto.

Festeggiamenti, e veglioni: “In un sistema liberal-democratico – ha spiegato Conte – non possiamo entrare nelle case delle persone però raccomandiamo fortemente di evitare ogni tipo di assembramento”.
Alberghi: aperti in tutta Italia ma niente veglioni e cene a capodanno, chiuderanno alle 18, solo servizio in camera. 
Negozi: dal 4 al 6 aperti fino alle 21 tranne che nei festivi e prefestivi.


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