Conte alla Camera, governo ancorato a Carta e Europa. Crisi senza senso

di Redazione | 18 Gennaio 2021, @07:01 | POLITICA
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ROMA – Dopo che lo scorso 13 gennaio il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha ritirato le proprie ministre dall’esecutivo, Giuseppe Conte non si è dimesso e non c’è ancora stato un voto in Parlamento, che arriverà oggi alla Camera e domani al Senato.

Nel suo intervento di oggi alla Camera, il presidente del Consiglio Conte ricorda che il governo nato nel 2019 aveva due discriminanti, “il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”. “C’era una visione, una forte spinta ideale”. “Ci siamo dovuti confrontare con la pandemia” e”la maggioranza ha dimostrato grande responsabilità e unità”, aggiunge. “Abbiamo fatto sempre le scelte migliori, più giuste? Abbiamo agito con il massimo scrupolo. Parlo a nome del governo a testa alta, non per arroganza”.

Conte: “Una crisi senza fondamento”

Questa crisi, aperta dalle dimissioni delle ministre di Iv, “deve trovare in Parlamento il suo chiarimento”, dice il premier Conte alla Camera. “Una crisi che non ha alcun plausibile fondamento” e “ha aperto una ferita nella maggioranza”. “Non si può cancellare quello che è successo. Adesso si volta pagina, il Paese merita un governo coeso”. Il Recovery Plan sarà “uno sforzo collettivo e condiviso”.Ringrazia le opposizioni per responsabilità e contributo a Legge di Bilancio. “Lavoriamo insieme per mettere in sicurezza il Paese”. 

Dal punto di vista formale, l’Italia non è ancora in una fase di “crisi di governo”. L’espressione infatti ha un significato ben preciso, e si apre quando viene meno il rapporto di fiducia tra il Parlamento e il governo, o quando il presidente del Consiglio presenta le dimissioni. In questo momento non è ancora accaduta nessuna delle due cose.

Conte:appello a volenterosi, costruttori

“Il governo ha bisogno della massima coesione.Servono forze parlamentari volenterose”, dice il premier Conte alla Camera. A “chi ha idee e volontà di farsi costruttore è il momento giusto”. 

Fa appello a “un appoggio limpido, trasparente alle forze liberali, popolari, europeiste”, per “un’alleanza contro le derive nazionaliste e sovraniste”. Annuncia che non terrà la delega sull’Agricoltura e designerà “un’autorità delegata per l’Intelligence” di sua fiducia. “Completerò il patto di legislatura con le forze di maggioranza”.

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Al termine delle comunicazioni di oggi alla Camera del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il centrodestra ha sollevato dei cartelli che invitavano il premier a dimettersi. “Conte dimettiti”, c’era scritto sulle fotocopie sventolate dai banchi della Lega e Fdi, mentre, dall’altra parte dell’emiciclo, i deputati di Pd, M5s e Leu applaudivano in piedi la conclusione del discorso del premier.

conte

Foto Afp

Ci troviamo a smentire, per l’ennesima volta, ricostruzioni fantasiose riportate da  alcuni organi di stampa L’Udc vota compattamente NO alla fiducia al governo Conte bis”. Lo ribadisce una nota del partito guidato da Lorenzo Cesa. Votano no anche Azione e +Europa. “Non votiamo la fiducia al governo e anche se trova una maggioranza, noi siamo all’opposizione”. Lo ha detto in Aula alla Camera Enrico Costa (Azione).

Conte:mio appello chiaro è a europeisti

“Il mio è un appello molto chiaro e nitido. C’è un progetto politico ben preciso che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme”. “Dalle scelte in questa ora grave dipende il futuro del Paese”. Così Conte, nella replica alla Camera, ha difeso il suo appello alle “energie migliori”.”Un appello a tutte le forze, ma pure a singoli parlamentari” che sono europeisti. “I fatti di Washington dimostrano che la democrazia va difesa”.”Guardiamo con speranza a Biden”.” E’forte la vocazione europeista”. Fiducia sulla Risoluzione.

I numeri rimangono in bilico

Un’ora davanti al Parlamento per ribadire la chiusura totale a Italia Viva di Matteo Renzi e chiedere un “sostegno trasparente alle forze parlamentari volenterose, che si collocano nel solco delle tradizione europeista: liberale, popolare, socialista”, promettendo l’approvazione di una legge elettorale proporzionale. Questa la ricetta attraverso la quale Giuseppe Conte cercherà una maggioranza per prolungare l’esperienza di governo. I numeri rimangono in bilico, alla Camera (dove il voto è previsto questa sera) e ancor più al Senato, dove si voterà domani.


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