Conte accelera su Recovery. Nasce task force tecnica

di Redazione | 29 Luglio 2020 @ 10:44 | POLITICA
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Il Recovery Plan da presentare entro il 15 ottobre, il varo di una task force tecnica, l’assicurazione sul pieno coinvolgimento del Parlamento: sono queste le principali novità che il premier Giuseppe Conte porta sul tavolo della prima riunione del Governo sul Recovery Fund. Riunione breve ma affollatissima, visto che al tavolo del Comitato interministeriale per gli affari europei sono seduti tutti i Ministri e, in collegamento, i rappresentanti di tutti gli enti locali.

“È una grande sfida e serve grande responsabilità”, è il monito del capo del Governo alla vigilia di un’estate che si preannuncia rovente. Del resto, sul premier è fortissimo il pressing dei gruppi parlamentari e degli enti locali; proprio in settimana a Montecitorio si deciderà sullo strumento parlamentare con cui avere un ruolo nella gestione delle risorse: si va dalla Bicamerale agognata da FI alla monocamerale, fino alla mozione e al voto in Commissione Bilancio o in Assemblea. E, visti i tempi stretti, è la Bicamerale, per cui è necessaria l’approvazione di una legge ad hoc, a essere al momento l’opzione più lontana.

Tempi strettissimi che Conte sottolinea al tavolo del Ciae annunciando che si lavorerà anche ad agosto. Ma, avverte il capo del governo, “la puntualità nell’elaborazione del piano è una condizione, una premessa indispensabile per poter accedere a questo piano europeo ma direi che non è sufficiente”. La riunione serve soprattutto a delineare un cronoprogramma. Si tratta poco il dossier fondi e, soprattutto, sul tavolo non compare il grande nodo del Mes. Oggi il Ministro degli Affari Ue Enzo Amendola riunirà i membri del Comitato tecnico di valutazione, squadra alla quale si affiancherà una task force, anche questa tecnica, in cui ci saranno rappresentanti di tutti i Ministeri e anche degli Enti locali. Ma la selezione dei progetti, spiega Conte, sarà innanzitutto politica. E, sottolinea Conte, “non partiamo da zero. La base è quel piano di riforme già oggetto degli Stati Generali”: investimenti in infrastrutture, transizione energetica, digitalizzazione e scuola, saranno quindi alcuni dei pilastri del piano che il Governo presenterà contestualmente alla prossima legge di bilancio. “Abbiamo una doppia responsabilità: nei confronti dei nostri cittadini e nei confronti dei Governi e dei cittadini degli altri Stati membri, dimostriamoci all’altezza della sfida”, sottolinea Luigi Di Maio chiedendo un piano ambizioso che dia “crescita reale”.

“Siamo pronti e vogliamo essere protagonisti”, sottolinea dal canto suo il presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini mentre il numero uno dell’Anci Enzo Decaro chiede 5 miliardi per mobilità e lotta alla povertà. 


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