Contact center, c’è l’impegno del Governo. “Altri 20 milioni per l’internalizzazione”

di Alessio Ludovici | 05 Maggio 2022 @ 16:52 | POLITICA
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L’AQUILA – L’annuncio in una conferenza stampa, convocata d’urgenza e tenutasi alle 15.30 nella sede del Pd in via Paganica, l’ha dato Stefania Pezzopane accompagnata da Giovanni Lolli, Pierpaolo Pietrucci e Stefano Palumbo. Ci sarebbe la disponibilità, emersa ieri in una riunione romana, del Ministero del Lavoro ad aumentare di 20 milioni il plafond a disposizione di Inps Servizi Spa per le assunzioni nell’ambito dell’internalizzazione del servizio oggi gestito da società private. Erano circa 3300 i lavoratori interessati dalla commessa, di cui circa 500 nella sola città dell’Aquila, e una parte, circa 300 addetti, rischiavano di rimanere fuori dalle procedure di selezioni che coprivano circa 3mila posti. Venti milioni che quindi nei prossimi mesi permetteranno ad Inps di far scorrere la graduatoria e assorbire tutti i lavoratori in uscita dalle commesse private.

“Le procedure scelte – ha commentato Stefania Pezzopane – avrebbero potuto fermarsi ad includere solo 3mila lavoratori che operano per Inps in virtù di un’artificiosa divisione tra lavoratori Inps e lavoratori che hanno operato per Agenzia delle Entrate. A L’Aquila oltre 100 lavoratori si sarebbero trovati in questa condizione. Una discriminazione che non potevamo permettere e che grazie ad un lavoro certosino abbiamo evitato e nei prossimi mesi la vertenza nazionale potrà risolversi positivamente”. 

Un risultato importante hanno ribadito Stefano Palumbo e Pierpaolo Pietrucci ricordando la lunga vertenza. “E’ stata fatta una battaglia importante” il commento di Giovanni Lolli. “Il bando non escluderà quindi questi oltre 200 lavoratori. Certo rimane il carattere delle prevalenza nelle selezioni, cioè avrà più punteggio chi lavora prevalentemente per Inps, ma Tridico ha accettato che questo bando sia un bando aperto, per due anni, e appena l’Inps avrà i soldi dal Governo ci potrà essere lo scorrimento”. “Nei prossimi mesi – le conclusioni di Lolli ci sono diversi appuntamenti in materia di bilancio in cui agganciare questo provvedimento. Nel frattempo Tridico ha assicurato che quelli inizialmente esclusi verranno comunque impegnati da Comdata in altro modo”.

“Non sono noti i tempi di realizzazione di quanto annunciato” il commento di Venanzio Cretarola, sindacalista dell’ugo. “Qualora effettivamente attuato l’aumento di risorse potrebbe evitare l’inaccettabile decisione dello stesso Tridico di assumere oltre 300 operatori in meno rispetto agli attuali 3.319 aventi diritto. E’ la conferma di ciò che diciamo da anni: l’invarianza dei costi di cui da mesi parla il Presidente Tridico non esisteva.
Restano aperti tutti i problemi relativi alla qualità del servizio pubblico e all’organizzazione del lavoro che la garantisce. E’ urgente il confronto con Inps e la sua società sui dati e sui criteri gestionali utilizzati per definire l’organico della società e per il rispetto degli obblighi di legge che impongono – nelle assunzioni da presso le società pubbliche – imparzialità e parità di trattamento sull’inquadramento professionale, stipendio e sugli orari di lavoro a parità di mansione. Sono queste le condizioni imprescindibili per assicurare la continuità occupazionale di tutti”
“Su questo – insiste Cretarola – non faremo un passo indietro e continueremo a sollecitare la massima attenzione delle Istituzioni e di tutte le Forze politiche. Non ci risultano infatti accordi per mantenere in servizio presso gli attuali gestori privati gli addetti che dovessero restare fuori dalla selezione, al di là di semplici “auspici” espressi verbalmente dal Presidente Inps.”

Per lunedì prossimo intanto, la CGIL della Provincia dell’Aquila, ha convocato alle ore 16, presso l’Auditorium CGIL in via Saragat all’Aquila, un’assemblea aperta sul tema del ripristino della clausola sociale nei bandi di gara inerenti affidamenti pubblici che il testo  della legge delega sugli appalti rischia di cancellare prevedendone non più l’obbligatorietà ma una mera facoltà. “È evidente – scrive la Cgil dell’Aquila – come l’attuale formulazione della legge delega sia inaccettabile e pericolosa, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro anche sul territorio della provincia aquilana”.

 


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