Consiglio regionale, tra le proteste via libera al taglio del Parco Sirente Velino

di Redazione | 19 Maggio 2021, @09:05 | AMBIENTE
Parco-Sirente-Velino
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L’AQUILA – Non sono bastati migliaia di emendamenti e più di 100mila firme dei cittadini. Ieri dal consiglio regionale, con la maggioranza compatta, è arrivato il definitivo via libera alla la legge sulla riperimetrazione del Parco Sirente Velino.Una revisione dei confini molto contestata e che oggi sarà spiegata in conferenza stampa dalla Regione.
Pioggia di critiche dalle opposizioni, che seppur con posizioni diverse, c’è chi si è astenuto come Americo Di Benedetto, ha espresso innumerevoli riserve sulla scelta. Durissimi i commenti di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd e dei Cinque Stelle. Critiche anche dal mondo politico. Se Rifondazione Comunista parla di scempio, Sinistra Italiana definisce la scelta un “desiderio elettoralistico di accontentare cacciatori e arcaici personaggi che gestiscono un po’ di voti e chiedono “mano libera” sul territorio”.
Di tutt’altro tono i primi commenti in maggioranza. Soddisfazione ha espresso l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente.

La nota di Sinistra Italiana

Lo scempio è fatto. La maggioranza di Destra alla Regione Abruzzo ha decapitato il Parco Regionale Sirente-Velino. Non sono bastati anni di battaglie, 130.000 firme, un appello di 50 tra i maggiori intellettuali del Paese, decine di incontri con le associazioni ambientaliste che, cartografie e relazioni scientifiche alla mano, hanno dimostrato l’irrazionalità di questo provvedimento. Niente, come accade nella piccola politica, il desiderio elettoralistico di accontentare cacciatori e arcaici personaggi che gestiscono un po’ di voti e chiedono “mano libera” sul territorio hanno avuto la meglio. Vergogna nella vergogna, il Comune di Ocre che aveva deliberato l’ingresso nel Parco è stato, all’ultimo minuto, escluso, un pugno di cacciatori ha interloquito con solerti consiglieri di maggioranza che hanno compiuto il blitz.
La valorizzazione del territorio dunque passa per la deregulation, la mancanza di tutele e conservazione. Il paesaggio, l’ambiente, la ricchezza, unica, degli ecosistemi, non valgono nulla al cospetto delle esigenze elettorali di rumorose e pericolose minoranze.
Il messaggio che arriva dalla Regione a guida Marsilio è chiaro: la conservazione dell’ambiente, la scienza, la bellezza, il futuro, non valgono quanto un pugno di voti da incassare alle amministrative di settembre, invece di fare uno scatto in avanti la Regione ne fa uno indietro di decenni.
Ora, finalmente, potranno eleggere il presidente, il cui nome è conosciuto da anni, da quando, questo ambizioso sindaco, si è scoperto leghista; il direttore è in pectore, rimasto silente di fronte allo scempio, nani e ballerine sono pronti a sbranare quel che resta del parco.
Per favore da oggi non parlate più di transizione ecologica ma di finzione ecologica, a L’Aquila come a Roma.
In conclusione, un ringraziamento ai consiglieri Giorgio Fedele e Pierpaolo Pietrucci, che si sono battuti contro l’ignoranza e l’arroganza.
Un ringraziamento alle associazioni ambientaliste che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e con le quali la battaglia comune continuerà nei tribunali amministrativi e a Bruxelles, dove chiederemo di aprire un procedimento di infrazione per i fondi elargiti e vanificati da questa indecente legge regionale. “

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