Sede Regione Abruzzo
Per la Corte dei Conti Consiglio regionale a rischio scioglimento

La Corte dei Conti ha sentenziato cinque giorni fa “dal 2012 i bilanci della Regione Abruzzo violano la legge e sono inadempienti”. La Corte ha quindi segnalato “al Presidente del Consiglio dei Ministri le violazioni di legge nei termini sopra esposti anche ai fini delle valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 120 e 126 della Costituzione”. Robetta, forse, per l’Abruzzo di D’Alfonso che da oggi, più che facile e veloce, navigherà a vista in attesa di una decisone di Renzi che potrebbe anche decretare lo scioglimento del Consiglio.

Le contestazioni non sono poche. La Corte ha accertato infatti “alla data odierna (lo scorso 17 luglio, ndr), il perseverare dei seguenti inadempimenti contabili della Regione Abruzzo: mancata adozione delle misure consequenziali alla parifica 2012, individuabili come di seguito:

mancata conclusione del procedimento di riaccertamento dei residui al 3 1 dicembre 2013;

mancato riallineamento del ciclo di bilancio ad una tempistica conforme a normativa;

mancato utilizzo dell’istituto di assestamento di bilancio per il 2013, 2014 ed anche, alla data odierna, per il 2015, e del riaccertamento dei residui per il 2013 e per il 2014;

mancata esatta definizione del saldo netto da finanziare e del disavanzo effettivo di gestione;

mancata conseguente iscrizione, nel bilancio di previsione 2015, del disavanzo effettivo di gestione, risultante da procedure certe e definitive.

Ed inoltre, la Corte ha accertato la “violazione del disposto normativo di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213” e la violazione dei termini contenuti negli articoli del decreto legislativo n. 118/2011, concernenti il riaccertamento straordinario al 31 dicembre 2014 e I’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2014.
In pratica, la Regione Abruzzo va avanti con un bilancio basato su numeri virtuali, che neanche la Corte dei Conti riesce ad accertare.
“Tali atteggiamenti reiterati, in palese contrasto con la normativa ricordata,- scrive la Corte nella sentenza- isolano la Regione Abruzzo nel contesto delle Regioni italiane, dovendosi ritenere la sua gestione condotta in regime di fatto, con totale astrazione dalla realtà effettiva del bilancio e delle risorse finanziarie di cui il medesimo può disporre.”
La ‘reiterata e pervicace” violazione dei principi volti al coordinamento della finanza pubblica costituisce – secondo la Corte costituzionale (vedi per tutte la sentenza n. 21912013) – di per sé un’ipotesi di violazione di cui all’articolo 126 della Costituzione, poiché la Regione, in tale ipotesi, si sottrae a misure destinate ad operare sull’intero territorio nazionale, e viene meno agli obblighi solidaristici che gravano su tutti i soggetti componenti la Repubblica. La valutazione in merito alla gravità di tali violazioni- conclude la Corte dei Conti- è, in ogni caso, rimessa al Governo e al Presidente della Repubblica, secondo lo schema dell’articolo 126 della Costituzione e delle sentenze della Corte costituzionale.” (m.c.)

Commenti

comments