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Conoscere il burnout, un malessere della nostra società

Conoscere il burnout, un malessere della nostra società
Lavoro intenso, stress diffuso, scadenze e date da ricordare, appuntamenti e relazioni professionali da mantenere sempre al massimo, desiderio di relax e riposo che spesso si infrange con i ritmi e le esigenze di una vita che sembra centrifugare tutto e tutti con aspettative che devono sempre avere il massimo del rendimento

L’AQUILA – Lavoro intenso, stress diffuso, scadenze e date da ricordare, appuntamenti e relazioni professionali da mantenere sempre al massimo, desiderio di relax e riposo che spesso si infrange con i ritmi e le esigenze di una vita che sembra centrifugare tutto e tutti con aspettative che devono sempre avere il massimo del rendimento. Questa pressione generale può causare a volte fenomeni apparentemente poco conosciuti ma hanno una denominazione e connotazione ben precisa: il cosiddetto fenomeno del burnout che genera secondo definizione esatta “una condizione di forte esaurimento fisico, mentale ed emotivo cronico e prolungato che non viene gestito adeguatamente”. Un effetto che può generare una sorta di azzeramento di energia, di assoluta demotivazione sull’attività lavorativa con una conseguenza inevitabile di inefficacia professionale. Proviamo a comprenderne meglio i contorni con Adriano Garcia Martin, psicologo Clinico e Dinamico che offrirà un’analisi attenta ed utile per un’ampia fascia di persone interessate che a vario titolo hanno dovuto fronteggiare o che vivono questa difficile fase della loro vita lavorativa

Adriano Garcia, spieghiamo cos’è il burnout e come capire, riconoscere e superare l’esaurimento professionale

Spesso viviamo periodi di lavoro intenso, ricco di impegni e scadenze con stanchezza accumulata. Ma cosa accade quando questo senso di debolezza non passa nonostante le tanto desiderate vacanze o periodi di relax? Quando l’entusiasmo lavorativo inizia a trasformarsi in cinismo o distacco? In questo caso non ci troviamo più dinanzi ad una situazione di stress temporaneo ma nel Burnout.

Vari studi evidenziano tre fattori fondamentali che caratterizzano questa condizione:

 Esaurimento emotivo: Si percepisce di essere “completamente prosciugati” sia dal punto di vista fisico che psicologico. 

Depersonalizzazione e cinismo: Un marcato distacco nei confronti del proprio lavoro e colleghi. 

Professionale: Graduale perdita della sensazione di competenza, accompagnata da una riduzione di autostima e senso di inefficacia.

Come si manifesta? Quali possono essere i segnali d’allarme?

Il burnout non insorge improvvisamente ma si sviluppa tramite un continuum che va da un iniziale sovraccarico alla percezione di completo prosciugamento. I segnali fisici fanno riferimento a stanchezza cronica, disturbi del sonno, sintomi somatici, vulnerabilità immunitaria, mentre quelli emotivi e cognitivi si manifestano tramite senso di inefficacia, cinismo e depersonalizzazione, nebbia mentale, irritabilità e ansia. Captare questi campanelli d’allarme è indispensabile per fermarsi, stabilire confini più sani, apportare modifiche organizzative e se necessario chiedere un supporto psicologico da un professionista.

Quali possono essere i sintomi dal punto di vista relazionale e comportamentale?

Dal punto di vista comportamentale e relazionale può manifestarsi tramite: Drop-out e calo della performance (Aumento degli errori, calo della produttività e ritardi ingiustificati). Isolamento e rigidità relazionale ( chiusura in sè stessi e informalità verso i colleghi accompagnata da irritabilità per ogni contrattempo). Procrastinazione ed evitamento (rimandare compiti complessi o evitare incontri lavorativi). Overworking compensatorio (Il soggetto in un primo momento può reagire al senso di inefficacia lavorando di più innescando un circolo vizioso). Uso di sostanze compensatorie (Aumento dell’uso di caffeina, nicotina, alcool o farmaci per favorire il sonno).

Come si supera l’esaurimento professionale?

Superare il Burnout richiede tempo, poiché si tratta di uno stato di esaurimento profondo quindi non basta un fine settimana di riposo. I quattro passaggi fondamentali sono: 

1) Riconoscere il problema e smettere di “dare il massimo”. Se si continuano ad ignorare i segnali del corpo non può iniziare alcun recupero. Quindi fermarsi temporaneamente e accettare lo stato attuale, ossia comprendere che la stanchezza non è mancanza di volontà ma una risposta fisiologica al prolungato stress.

2) Stabilire confini chiari, imparando anche a dire di no a nuovi progetti o compiti e spegnendo le notifiche di messaggistica di lavoro fuori dall’orario lavorativo. Evita di portare il lavoro a casa. Inoltre ridurre il perfezionismo passando dalla logica del ”deve essere perfetto” a quella del “fatto è meglio di perfetto”. 

3) Riorganizzare il lavoro modificando la routine che ha portato al burnout. Rinegoziare i carichi lavorativi, delegare e pianificare delle pause durante la giornata lavorativa sono punti fondamentali per ritrovare un buon equilibrio in sè stessi. 

4) Cercare un supporto esterno che può essere rappresentato dalla condivisione del problema con uno psicologo esperto in burnout al fine di decostruire i meccanismi che hanno causato il problema legato all’esaurimento professionale.