Conoscendo da vicino San Martino di Tours

di Padre Ralf (Osman Prada) | 11 Novembre 2023 @ 06:00 | IL TEMPO DI DIO
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L’AQUILA – Conoscendo da Vicino San Martino di Tours oltre che il santo dei cornuti! Una vita fedele a Cristo. Nacque in Ungheria, ma con i suoi genitori visse in Italia. Era figlio di un veterano dell’esercito e all’età di 15 anni indossava già l’uniforme militare.

Da più di 15 secoli il nostro Santo è ricordato per un fatto accadutogli da giovane, mentre prestava servizio militare ad Amiens (Francia). Si racconta che in un rigido giorno d’inverno incontrò per strada un povero uomo, mezzo vestito, che tremava dal freddo. Martino, non avendo altro da dargli, tirò fuori la spada, divise in due il suo mantello e ne diede la metà al povero. Quella notte il Santo vide in sogno Gesù Cristo, con addosso la meta’ del mantello donato, che gli disse: “Martino, oggi mi hai coperto con il tuo mantello”. Episodio che ci ricorda un bellissimo brano evangelico, il Buon Samaritano. Un invito ad avere sempre presente nella nostra vita Cristiana, il comandamento dell’amore.

Sulpicio Severo, discepolo e biografo del Santo, racconta che appena Martino ebbe questa visione si fece battezzare, era catecumeno, cioè si preparava al battesimo. Poi si presentò al suo generale che stava distribuendo doni ai militari ed esclamò: “Finora vi ho servito come soldato. Lasciatemi d’ora in poi servire Gesù Cristo propagando la sua santa religione”. Quando arrivò il suo turno, al generale che voleva dargli dei premi, disse: “Distribuisci questi doni tra coloro che continueranno a combattere nel tuo esercito. Combatterò nell’esercito di Gesù Cristo e i miei premi saranno spirituali”.

Considerato il grande desiderio di Martino di dedicarsi alla preghiera e alla meditazione, sant’Ilario gli donò un terreno in un luogo solitario, dove il Santo fondò il primo monastero esistente in Francia. In quella solitudine trascorse dieci anni dedicati alla preghiera, al sacrificio e allo studio delle Sacre Scritture. Gli abitanti della zona ottennero molti miracoli e guarigioni attraverso le loro preghiere e le benedizioni ricevute. Quando chiesero al Santo quali professioni avesse esercitato, egli rispose: “Sono stato soldato per obbligo e dovere, e monaco per inclinazione e per salvare la mia anima”.

Nei 27 anni in cui fu vescovo, Martino si guadagnò l’affetto di tutto il suo popolo e la sua carità fu inesauribile verso i bisognosi. Gli unici che tentavano di contrastarlo erano dei ragazzi che volevano coltivare i loro vizi, cosa che il Santo non permetteva.

Per un dono speciale, Dio gli rivelò quando sarebbe avvenuta la sua morte. Comunicata la notizia ai suoi numerosi discepoli, questi si radunarono presso il suo letto di malato e lo supplicarono gridando: “Ti allontani da noi, padre, e ci lasci orfani, soli e indifesi?” Il Santo rispose con una frase divenuta famosa: “Signore, se posso ancora essere utile in qualcosa, non rifiuto né respingo nessun lavoro e occupazione che tu vuoi mandarmi”.

Ma Dio vide che aveva già lavorato e sofferto abbastanza e lo portò a ricevere in cielo la ricompensa per le sue grandi fatiche sulla terra.

Il mezzo mantello che San Martino tagliò con la spada per donarlo al povero fu custodito in un’urna e per custodire quella reliquia fu costruito un piccolo santuario. Poiché il termine latino “cappella” vuol dire “mezzo mantello”, la gente esclamava: “Preghiamo dov’è la cappella”. Da qui il nome “cappella”, dato alle piccole stanze adibite alla preghiera.
San Martino, una vita al servizio di Gesù, insigne soldato della Chiesa, modello di carità.
Per nulla infedele o cornuto, anzi, fedelissimo alla causa del Vangelo!. Prega per noi!.


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