Concorso straordinario: è scontro tra M5S e PD sulla scuola

di Redazione | 29 Settembre 2020 @ 11:48 | ATTUALITA'
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E’ scontro tra M5S e PD sulla scuola.

Un concorso straordinario per la scuola, dal 22 ottobre al 9 novembre.

Lo annuncia ai sindacati il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e si riaccende uno scontro che aveva già infiammato la maggioranza prima dell’estate. Il PD fa sentire la propria voce nei confronti della ministra Azzolina in merito all’opportunità di rinviare la prova concorsuale, magari a Natale, per non gravare ulteriormente su Istituti già sottoposti allo stress test del Covid. Prima Camilla Sgambato, poi Francesco Verducci hanno lanciato eloquenti messaggi alla titolare del dicastero di Viale Trastevere che, però, non ha intenzione di fare passi indietro. ‘Mezzo milione di aspiranti docenti aspettano – Azzolina si riferisce anche ai concorsi ordinari che saranno banditi subito dopo il concorso straordinario – molti sono neolaureati. Aspettano da anni di fare un concorso. Servono insegnanti preparati, ce lo ha insegnato la pandemia e ce lo chiedono le famiglie’.

Contro di lei torna alla carica Matteo Salvini, che rilancia la mozione di sfiducia leghista.

Azzolina, che è stata difesa pubblicamente dal premier Giuseppe Conte anche negli ultimi giorni, non fa marcia indietro: nelle prossime ore il concorso sarà ufficializzato con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale; in serata, arrivando a un vertice di Vito Crimi con i ministri pentastellati, è categorica: il concorso “si farà”.

Fine della storia? Si vedrà.

Di sicuro in queste ore il tentativo di Conte è sminare il campo della maggioranza e anche i Dem, che sulla scuola hanno annunciato i loro Stati generali, spiegano che l’invito alla riflessione sul concorso non è un attacco alla Ministra: “Governare da alleati, non da avversari”, è il mantra di Nicola Zingaretti. Tornando alla scuola, dal Ministero fanno sapere che ci si sta attrezzando per svolgere i concorsi in sicurezza. Il premier Giuseppe Conte non commenta lo scontro ma a Palazzo Chigi sarebbe stata poco gradita la fiammata polemica, proprio in un momento in cui è in atto il tentativo di saldare la maggioranza. 

I docenti, però, sono fortemente preoccupati per un concorso che si dovrà svolgere in emergenza sanitaria, un concorso che chiuderà le porte a chi presenterà sintomi riconducibili al Covid e che, addirittura, non prevede prove suppletive per chi è in quarantena. Il quotidiano ‘Repubblica‘ di oggi, martedì 29 settembre, riporta le parole di Viola Tanganelli, rappresentante del coordinamento precari: ‘Non vogliamo una sanatoria, chiediamo che sia valutata la nostra crescita professionale: avevamo proposto valutazioni in itinere su quanto già facciamo in classe, con prova finale. Questo concorso è pura demagogia‘.

La protesta dei sindacati

Anche i sindacati sono sul piede di guerra. ‘Considerando che le assunzioni non si potranno comunque fare prima del prossimo anno – afferma Francesco Sinopoli, segretario Flc-Cgil – è evidente che non ha senso operare con tanta fretta, se non per coprire i fallimenti in materia di assunzioni e supplenze’. E Maddalena Gissi della Cisl Scuola gli fa eco: ‘Contestiamo soprattutto l’iniquità di questo concorso. In piena epidemia poi si creerà ulteriore caos, perché i docenti già impegnati a scuola dovranno spostarsi per sostenerlo’.

 

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