Con l’Aduc di Preturo, tra querce e fontanili, leggende e sogni di un territorio

di Alessio Ludovici | 15 Giugno 2021 @ 06:00 | AMBIENTE
Aduc
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L’AQUILA – Le querce monumentali di Preturo avranno un nome, ma dietro quel nome c’è molto di più. Siamo andati a vederle insieme all’Aduc, l’Amministrazione del Dominio Collettivo dei beni di Uso Civico delle frazioni di Preturo, Cese, San Marco, Colle e Pozza.

Quella di Preturo – il presidente è Antonio Nardantonio – è la prima Aduc costituita in Abruzzo dopo la riforma delle Asbuc del 2017. Le Aduc, a differenza delle Asbuc, hanno piena autonomia gestionale del patrimonio civico assegnatogli. A farci da cicerone per l’Aduc è la consigliera Valentina Di Nardo che, curiosamente, è anche la prima donna consigliera degli usi civici. Andiamo innanzitutto a vedere le grandi querce monumentali, quelle già censite perché ce ne sono altre da scoprire e proprio mentre camminiamo si viene a sapere che è stata trovata una quercia di 4 metri e mezzo di diametro, venti centimetri in più di quella che si pensava essere la più grande. L’Aduc ha preso l’iniziativa di identificare con una piccola targa ognuna di queste querce secolari presenti sul territorio. C’è la cerqua, il dialetto è indispensabile, della croce de Lumitu, c’è quella di Gasberò, quella di Pietro Ju Gobbo o ancora quella deju Farmacista.

In effetti l’idea è nata quasi per caso spiega Valentina, “volevamo tutelare questi alberi e durante i sopralluoghi abbiamo scoperto dai paesani che ognuna di loro aveva un nome, legato a un proprietario o ad una storia, a una leggenda o semplicemente al fatto che erano luoghi di incontro, qui si veniva a raccoglierne le ghiande o a fare passeggiate. Abbiamo quindi pensato di recuperare la memoria di questa tradizione popolare. Ci sono persone che ancora ci parlano con questi alberi”. E a vederli non è difficile neanche capirne il motivo, sono bellissimi, sembrano qui da sempre, hanno già quasi due secoli ma grazie ad iniziative come questo potranno durare diversi secoli ancora. Sono alberi madre di tutta una comunità.

Una comunità attaccata al suo territorio, alla sua tutela e valorizzazione, e basta fare un giro per capire che non sono solo parole, che i soldi degli usi civici vengono ben spesi e c’è un tessuto associativo vero e presente in questi territori. I sentieri curati, i fontanili finemente recuperati e valorizzati, la pulizia, gli sfalci. “Abbiamo incaricato una persona a nostre spese per la cura del verde attrezzato”, spiega Valentina. L’Aduc è ben organizzata, ha una sede di proprietà a San Marco di Preturo, il comune dell’Aquila doveva dismetterla e l’Aduc l’ha presa. Oggi è utilizzata dall’Aduc ed è anche la sede della locale sezione dell’Associazione nazionale Alpini e la sala riunioni è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

L’attività nonostante i limiti della pandemia, che ha colpito soprattutto le attività di borghi e paesi a dire il vero, ferve in vista dell’estate. Non c’è solo l’attività ordinaria e amministrativa da portare avanti, la gestione dei pascoli e delle foreste ad esempio, la gestione del cimitero, ci sono gli eventi che tengono insieme la comunità e ne valorizzano gli stupendi scenari. Per questa estate sono già state programmate quattro giornate ecologiche, una passeggiata in montagna, una notte di osservazione delle stelle con gli astrofili Saverio e Luigi Tiberi e la passeggiata di racconti con i bambini nel castagneto di San Marco. Purtroppo non è ancora tempo di sagre, appunto, o altri grandi eventi e così si cerca di fare cose diverse. 

C’è il futuro poi. I sogni nel cassetto di una comunità che dopo il sisma conta più di 2mila abitanti, in particolare la valorizzazione, anche in collaborazione con l’ateneo, del grande patrimonio storico e archeologico del posto, a cominciare dal Castello di Preturo. 


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