Comunità energetiche, Pichetto Fratin: “Rete L’Aquila è progetto pilota”

Il ministro dell'Ambiente ha anche ribadito che il metanodotto della Snam, contestato da molta parte delle comunità dei territori attraversati e dagli ambientalisti, sarà realizzato

di Redazione | 21 Gennaio 2023 @ 05:13 | AMBIENTE
pichetto fratin
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Le comunità energetiche all’Aquila possono fare da start up di un modello che parte dalla base. Le comunità energetiche rappresentano il modo e il tentativo per diffondere e liberalizzare i produttori. Puntiamo ad avere migliaia di produttori, e avere centinaia di migliaia di famiglie e imprese che abbiano energia ad un prezzo molto più basso, grazie l’auto produzione”. A dirlo è stato ieri pomeriggio il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo ieri al convegno ‘Energia per la crescita’ organizzato all’auditorium del parco del castello dall’amministrazione comunale e, in particolare, dall’assessorato alla protezione civile e ambiente.

Il ministro ha anche ribadito che il metanodotto della Snam, contestato da molta parte delle comunità dei territori attraversati e dagli ambientalisti, sarà realizzato. “La linea Adriatica la dobbiamo fare, con onestà la dobbiamo fare perché ha una doppia funzione: quella di portare in sicurezza il Paese e renderlo sicuro significa avere la garanzia che imprese e famiglie hanno l’energia. La traduco con un esempio. Noi abbiamo avuto un dibattito gli anni scorsi che riguardava il Tap, se noi non avessimo avuto il Tap oggi, che ci porta 30 milioni di metri cubi al giorno di gas, oggi avremmo un’ora di energia elettrica in meno. Quindi, probabilmente, questo momento non potremmo avere la luce accesa – ha detto Fratin -, questo significa che, con tutte le cautele, con studi approfonditi, con tracciati possibili e sicuri dobbiamo dotarci di una struttura del Gasdotto dell’Adriatica che sarà lungo circa 400-450 chilometri per garantire l’italia”. Quanto al nucleare di quarta generazione, Pichetto Fratin ha chiarito che “la tempistica non sarà brevissima ma il mondo non è questione italiana. Potremo andare avanti con le rinnovabili, con le nuove energie, con il geotermico moderno, ma tutti gli analisti dicono che probabilmente è necessario aggiungere delle forme di produzione di energia più forti, più potenti. Dobbiamo rimanere agganciati agli altri Paesi europei, più sviluppati, in quella che è la ricerca, e ci sarà poi la valutazione dell’utilizzo anche del nucleare di quarta generazione”. Poi il ministro, che ha ironicamente scherzato sull’arrivo delle neve, è entrato nel vivo del tema previsto nel convegno, al quale hanno preso parte, oltre al sindaco Pierluigi Biondi, anche l’assessore alla Protezione civile e all’ambiente Fabrizio Taranta,  il presidente di Confindustria Abruzzo Silvano Pagliuca, il rettore vicario e docente di interazione tra macchine e ambiente Roberto Cipollone.

“Dobbiamo partire dal fatto che stiamo subendo un cambiamento climatico di quelli enormi e notevoli – ha detto il ministro -. Da un lato ci può aiutare la tecnologia ma dobbiamo utilizzare la tecnologia dove è possibile farlo, perché in questo caso deve esserci una condizione per poter continuare utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione. Non è possibile prevedere oggi come potrà essere la tecnologia anche fra una decina d’anni”. 

IL COMUNE DELL’AQUILA REALIZZERÀ SEI IMPIANTI COSTITUENDO UNA RETE DI COMUNITÀ ENERGETICHE
Sei impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per quattro Comunità energetiche (Cer) in rete tra loro, con l’obiettivo di promuovere e massimizzare l’autoconsumo, i sistemi di accumulo e stoccaggio dell’energia, condividere e scambiare l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili, decentrare i siti di produzione avvicinando il generatore di energia all’utlizzatore finale che è coinvolto in modo diretto, connettere produttori e consumatori per ottenere bilanciamento di domanda e offerta, contribuire a migliorare l’efficienza del sistema energetico nel suo complesso e incrementare gli investimenti locali e incentivare la cooperazione tra cittadini, istituzioni e imprese.
È l’ambizioso progetto del Comune dell’Aquila dal valore di 20 milioni di euro candidato al bando del commissario straordinario per la ricostruzione 2016 proprio sulle comunità energetiche,  per ammodernarsi e ridurre le emissioni climalteranti, di cui si è discusso nel corso del convegno all’auditorium del parco alla presenza del ministro dell’Ambiente. 
 
“Anche L’Aquila può diventare il modello socio-economico di una ripartenza nel segno della green economy, dell’economia circolare, del risparmio e dell’autosufficienza energetica. Il vostro progetto di creare una rete di comunità energetiche rinnovabili per costruire un nuovo tessuto energetico cittadino – ha aggiunto Pichetto Fratin – è un’iniziativa inedita, un esperimento pilota che traccia un percorso possibile e replicabile, trasformando l’esperienza delle comunità, ampliandone l’ambito e le prospettive. È importante che l’esperienza delle comunità energetiche si diffonda nel territorio, come del resto sta accadendo, e utilizzi al meglio i canali di finanziamento e promozione che oggi sono in campo e che possono rendere questa forma di produzione e gestione dell’energia un elemento diffuso e virtuoso nel variegato panorama energetico nazionale. Facciamo in modo che l’Abruzzo rifiorisca proprio dalle risorse naturali e proprio dall’energia”. “Abbiamo lavorato su un progetto complessivo molto importante, sfruttando le opportunità del fondo complementare – ha spiegato Biondi – . L’obiettivo è quello di alleggerire la tensione sulle famiglie, soprattutto quelle più bisognose laddove il caro energia morde la carne viva dei cittadini, e rendere più competitive le aziende. Naturalmente non basta un approccio a livello locale, serve una strategia nazionale e diffusa, per questo abbiamo coinvolto il mondo accademico, delle imprese e un autorevole esponente del governo come il ministro Fratin”.
 
“Il Comune dell’Aquila è stato tra i primi ad aderire alla ‘Carta degli Appennini’ per l’adattamento locale ai cambiamenti climatici che ha come obiettivo principale l’adozione di strategie di adattamento al cambiamento climatico ed il contrasto ai fattori che ne sono causa”, ha detto Taranta.
 
La rete Cer L’Aquila ha coinvolto 261 soggetti (consumatori, produttori e consumatori-produttori) tra operatori economici e cittadini, e che fanno riferimento alle cabine di Pettino, del Torrione, di Assergi e di Bazzano. Gli impianti da realizzare costituiranno le fonti energetiche principali che alimentano la Rete e saranno localizzzati a Piazza d’Armi, nella zona industriale di Pile, al piazzale Simoncelli, al palazzetto dello sport di viale Ovidio, allo stadio Gran Sasso e nella zona industriale di Bazzano. I benefici sono ambientali, economici e sociali: con la produzione di energia da fotovoltaico si ha un risparmio di circa 3 milioni di chilogrammi di anidride carbonica l’anno, il ministero dello Sviluppo economico contribuisce alle Cer con circa 700mila euro l’anno per vent’anni, e il risparmio economico annuo per i componenti della Cer relativo al costo dell’energia è di 2,6 milioni di euro. A moderare il convegno Francesco Giubilei, giornalista e scrittore.
LE CRITICHE
Al convegno hanno partecipato, ma senza poter intervenire per i tempi stringenti dei lavori, anche gli attivisti vicini al M5s, critici nei confronti del modo in cui l’amministrazione comunale sta portando avanti la realizzazione delle comunità energetiche, e il cui referente è Antonio Perrotti, ex dirigente regionale. 
 
“Sarebbe il caso – si legge in una nota – di superare le vaghe affermazioni di adesione politico/istituzionale per enunciare i problemi concreti che stanno inibendo una reale svolta energetica con particolare riferimento alle comunità energetiche!!
1)A livello regionale va predisposto un Piano con localizzazioni e incentivi;
2)A livello comunale é stato fattto un Bando che delinea vagamente 4 CER senza nessun riferimento concreto alle superfici reali di fotovoltaico e alla loro consistenza!!
3)Sono invece state ignorate le nostre istanze per la creazione di CER in tutti i Piani CASE già dotati di pannelli con possibilità di incremento sulle tante disponibili superfici a verde e a parcheggio ;
4)In particolare da più di un anno abbiamo proposto contanti di Statuto una Comunità energetica nel quartiere di S. Gregorio che potrebbe essere, energeticamente, completamente autonomo!! Alla CER viene affidata anche la conduzione di orti di vicinato e la raccolta dell’acqua!!!
Temo che tutte le attività intraprese non abbiano concretezza e siano tese a centralizzare il controllo energetico.
Va detto a tale riguardo che la rete esistente è le centraline non son in grado di gestire un flusso energetico alternativo e che sarebbe auspicabile un’azione di decentramento con batterie/accumulatori a utilizzazione decentrata”. “La partecipata manifestazione con Pichetto Fratin – ha commentato Perrotti – si è risolta nel solito bluff programmatico al quale ci sta abituando ‘la destra’. Dopo la fumosa iniziativa di Isidori dell’Ater (il convegno di novembre organizzato dal presidente dell’azienda Ater, Isidoro Isidori) che aveva millantato grandi successi con gran parte del patrimonio Erp non ricostruito e l’ecobonus vanificato, l’adunata di Fdi di oggi è servita a millantare come risultati concreti quei pochi confusi atti fatti dalla Regione e dal Comune per le comunità energetiche”.
 

Print Friendly and PDF

TAGS