Comunali, Richetti: “Progetto di Americo taglia fuori i populismi”

di Marianna Gianforte | 01 Giugno 2022 @ 06:09 | VERSO LE ELEZIONI
richetti
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Il coordinatore di Azione Matteo Richetti non ha dubbi sulla genuinità e sulla forza politica del progetto di governo della città proposto dal candidato sindaco civico Americo Di Benedetto. Ieri sera Richetti era all’Aquila proprio per sostenere la campagna elettorale del consigliere regionale di ‘Legnini presidente’, al suo secondo tentativo nella corsa allo scranno di sindaco della città, in una competizione nella quale ancora una volta deve vedersela, dopo il 2017, con Pierluigi Biondi, che oggi è però sindaco uscente con tutti i vantaggi che questo comporta. 

“L’Aquila è una città importante e simbolo dell’Italia, una città capoluogo di Regione. Qui Americo, con la stessa forza di Carlo Calenda sta mettendo in campo un progetto che ha come grande alleato il territorio, non si è perso nei rivoli della politica politicista e di ricollocazione, dell’ultimo miglio. Il progetto di Americo è chiaro e forte, taglia fuori i populismi”.

E il centrosinistra? “Ci interessa quando parla di diritti e di uguaglianze, ma – ha chiesto Richetti – cosa fa quando si tratta di rifiuti? Di energie pulite?”  

 

“La città deve crescere ed essere amministrata ogni giorno nell’idea di una continua e quotidiana evoluzione e rinnovamento – ha ricordato un frizzate ed entusiasta Di Benedetto, citando i punti centrali del suo programma -. Noi abbiamo l’ambizione di fare un ‘patto con la città’, c’è l’esigenza di un ‘governo dei migliori’. Porteremo proposte credibili, ci baseremo sulla concretezza delle scelte da prendere per la città”. Ciò che conta per il candidato civico, è porsi in modo diverso e distaccato rispetto ai canoni tradizionali del dibattito politico: “Non ci baseremo sulla contrapposizione tra le parti, le lotte intestine. Il mio nome attira un atteggiamento di stima, di apprezzamento e di condivisione”, questo il termometro che guida Di Benedetto nella sua convinzione di arrivare al balottaggio con Biondi, così come l’entusiamo che si respira nel cortile del bel palazzo Di Paola. Dove spuntano volti noti della città, professionisti, rappresentanti istituzionali, ex assessori e gente comune. All’ingresso un sempre attento Marco Fanfani, il coordinatore della lista all’Aquila Enrico Verini, in platea Emanuela Iorio, seduto ai finestroni del cortile Giorgio Paravano, e poi il giornalista Goffredo Palmerini e anche qualche ‘vecchio’ collega vigile del fuoco del comando aquilano, dove Americo Di Benedetto ha svolto il suo anno da militare. Insomma, sarà lui l’uomo della concordia, della “condivisione. Stop con l’atteggiamento dell’uno contro l’altro – ha detto con forza -, con la contrarietà a tutti i costi, che fa ottenere risultati nell’immediato ma non paga alla lunga, perché bisogna pensare a governare”. 

“Il nostro programma è, infatti, molto circostanziato – ha spiegato il candidato sindaco – con l’obiettivo, uguale a quello di Azione, di realizzare un progetto di buon governo e non fatto da classi dirigenti che cercano solo la loro personale riconferma”. La città, ha rimarcato il candidato sindaco, “è ferma da cinque anni”. 


Print Friendly and PDF

TAGS