Comunali, Pd Paganica: “Delusi da Biondi, solo scarni e piccoli interventi”

La critica: "dall'amministrazione di centrodestra tutti interventi spot, messi in cantiere in questi ultimi mesi al solo fine di tagliare, forse, qualche nastro a scopo elettorale"

di Redazione | 15 Maggio 2022 @ 10:49 | VERSO LE ELEZIONI
pd paganica
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L’AQUILA – “Da paganichesi speravamo che l’intervento del sindaco Biondi all’inaugurazione del comitato elettorale di Fratelli d’Italia avesse portato nel nostro territorio qualcosa di nuovo, invece, ancora una volta, chi ha amministrato il Comune dell’Aquila negli ultimi 5 anni è venuto a snocciolarci uno scarno elenco di piccoli interventi, che sono ancora in corso, e che facevano parte delle problematiche su cui si è discusso nella campagna elettorale del 2017”. A scriverlo sono i candidati del Partito democratico del circolo Paganica e frazioni, Domenico Mimmo Iovannitti, Viola Rotellini e Stefano Innocenzi. “L’ampliamento del loculario al cimitero di Paganica – proseguono -, il campo di calcio, la riparazione di qualche buca e qualche centinaia di metri di asfalto, i lavori in corso al ponte superiore del Raiale. Fortuna che hanno avuto la lungimiranza, con tutti quei soldi a disposizione, di partecipare ai bandi per lo sviluppo per inserirvi il progetto della scuola primaria che al momento è almeno in graduatoria. Tutti interventi spot messi in cantiere in questi ultimi mesi al solo fine di tagliare, forse, qualche nastro a scopo elettorale.

Ci chiediamo – continuano i candidati del Pd -: e nei 4 anni e mezzo precedenti, dal 2017, che cosa ha fatto la giunta comunale per questo territorio? E non parliamo solo di Paganica ma dell’intera ex X^ circoscrizione e dei paesi pedemontani del Gran Sasso. Che fine ha fatto il progetto per la nuova caserma dei Carabinieri, dislocata dall’amministrazione Cialente al centro del territorio est, con un progetto esecutivo disponibile e di fatto fermo dal 2019? E la scuola media, che si trova ancora – dopo 13 anni – nei Musp con un progetto esecutivo pronto, lasciato dall’amministrazione di centro-sinistra ed elaborato in modo partecipato con la popolazione, del quale non si è più saputo che fine abbia fatto, né perché non sia stato portato avanti! E la ricostruzione delle frazioni, che ha subito un frustrante rallentamento; le buche lasciate aperte per anni; l’illuminazione pubblica mancante; i servizi pubblici inadeguati ad una popolazione cresciuta molto, in un territorio vasto e articolato. E la mancanza di una piazza che possa essere il cuore pulsante e fulcro centrale delle attività di una comunità, a partire dalla gestione più razionale del mercato settimanale per arrivare alla creazione di una zona di accoglienza per le attività commerciali e per gli uffici pubblici, come in tutte le realtà più attive e funzionali.

E’ necessaria la creazione di una rete integrata che pubblicizzi a fini turistici le nostre più importanti realtà, come la chiesa della Madonna d’Appari, le sorgenti del Vera, la via dei tholos, la chiesa di S.Giustino, il castello,  la chiesa di Bazzano, i prodotti tipici quali fagioli, zafferano, salumi etc. . che, collegate con il Parco del Gran Sasso e con le altre attività di richiamo dell’aquilano creino opportunità di sviluppo turistico e posti di lavoro per l’intera vallata del Gran Sasso. La discussione in campagna elettorale dovrebbe parlare di futuro in modo alto e lungimirante. Noi vogliamo confrontarci sul territorio, sul suo legame con il Gran Sasso in una logica ambientale di recupero, di valorizzazione e sviluppo, sul turismo e lo sport, sulle ricchezze naturali e derivanti da una visione eco sostenibile di impresa, su un’economia che favorisca i progetti di vita delle persone e l’integrazione di culture. Un lavoro perchè il nostro territorio rinasca non solo dal punto di vista materiale, ma soprattutto sociale e culturale. Una proposta affinchè i nostri paesi non siano solo frazioni senza identità ma diventino veri e propri “borghi” riqualificati, in una veste di “proposta turistica integrata” nel rispetto dell’ambiente, della cultura, delle tradizioni locali e contadine. Per utilizzare al meglio le risorse del PNRR indirizzate al miglioramento del territorio ed alla creazione di posti di lavoro per i nostri giovani”. 

 

 


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