Comunali. Giannangeli: “In Consiglio sarà lotta ai giochi e ai ricatti”

L' 'avvocata delle donne', con 458 voti, è la donna più votata del centrosinistra. Dalla Palestina a Sarajievo sino all'Aquila: l'impegno civico di Simona Giannangeli entra nell'assise civica

di Marianna Gianforte | 16 Giugno 2022 @ 06:04 | POLITICA
giannangeli
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Era un freddissimo primo febbraio del 2013 quando l’avvocata aquilana Simona Giannangeli ricevette un biglietto di minacce, qualcuno lo lasciò sul parabrezza della sua auto: “Ti passerà la voglia di difendere le donne”, c’era scritto, e proseguiva così:

“Stai attenta e guardati sempre le spalle, da questo momento la città non è più sicura per te e per le donne che difendi”.

Poi, di minacce, ce ne sono state altre: lo squarcio allo pneumatico della sua auto alcuni anni fa, per esempio, inequivocabile segnale intimidatorio. Che però, non hanno sortito l’effetto di rallentare il suo lavoro se, da allora, la legale aquilana che ha fatto della lotta contro la violenza sulle donne la sua priorità, invece che fermarsi ha lavorato con più coraggio e più incisività. Oltre all’impegno civile che l’ha spinta a lasciare tante volte l’Italia e a girare il mondo cercando gli scenari internazionali più difficili in difesa delle donne vittime di guerra, “per esserci, per toccare con mano le sofferenze delle donne”, è stata, tra le altre cose, parte civile nel processo per lo stupro di Pizzoli, è stata a lungo la presidente dell’associazione Donatella Tellini, biblioteca delle donne-centro antiviolenza dell’Aquila, della quale è stata co-fondatrice, sino all’aprile dello scorso anno (a Giannangeli è subentrata, poi, Silvia Frezza). 

L’ ‘avvocata delle donne’, così è conosciuta Simona, ha scoperto lunedì notte, al termine dello spoglio elettorale, di essere la donna più votata del centrosinistra. Un centrosinistra uscito malconcio e amaramente sconfitto dalla campagna elettorale contro il centrodestra unito per l’uscente (e ora rientrante) sindaco Pierluigi Biondi. Ma per Simona quei 458 voti che le permetteranno di entrare in Consiglio comunale e che costituiscono il 20% del’intera lista ‘L’Aquila coraggiosa’ (che ha raccolto 2.291 preferenze) in appoggio alla candidata sindaca sconfitta al primo turno Stefania Pezzopane, sono “preziosissimi perché puliti, liberi, netti, un riconscimento a me, al mio lavoro, alla mia costanza e integrità”.

Giannangeli non aveva nemmeno 31 anni (nella foto) quano sfidò, per il Partito comunista, Biagio Tempesta in una corsa elettorale che, ovviamente, fu durissima per una giovane donna come lei, ma che le insegnò molto. Da allora di strada ne ha fatta.

“Ovunque ho cercato donne di ogni età per ascoltarle e sentire la forza che si sprigiona dalla relazione – spiega l’avvocata -: in Sudafrica, in Guatemala, a Cuba, in Iraq, più volte in Palestina e nella Striscia di Gaza. E poi in Argentina, a Belgrado, a Sarajevo”. E, naturalmente all’Aquila dove, oltre a difendere le donne vittime di violenza, Giannangeli dopo il 6 aprile 2009 è rimasta per “rivendicare verità e giustizia per gli ‘uccisi’ della casa dello studente e sempre accanto ai loro famigliari”.

Un’immagine e un impegno che proverà a trasferire all’interno del Consiglio comunale “perché – spiega – voglio vivere in un territorio liberato dai giochi e dai ricatti sull’esistenza stessa”.

 

 


Print Friendly and PDF

TAGS