Comunali, D’Alfonso (Demos): “In Consiglio avremo una vera opposizione”

Il coordinatore regionale di Demos: "Evitare lo scaricabarile o le autoassoluzioni che portano all'inutile caccia al responsabile e al conseguente tutti contro tutti"

di Redazione | 16 Giugno 2022 @ 16:37 | ELEZIONI
d'alfonso
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Auguriamo al sindaco Pierluigi Biondi, vero vincitore politico di questa tornata elettorale, buon lavoro nell’interesse della comunità aquilana. Una vittoria con il 54% dei consensi non ha bisogno di commenti. Altrettanto ci sentiamo di fare nei confronti del vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo per l’ottimo risultato ottenuto. Ora che la campagna elettorale è finita torniamo a occuparci dei problemi che ci stanno a cuore, pronti a discuterne prioritariamente con il sindaco, se vorrà”. A scriverlo è il coordinatore regionale Demos Abruzzo Alfonso D’Alfonso. 

“Al contempo siamo certi che con Stefania Pezzopane e i nostri consiglieri e le nostre consigliere eletti avremo una vera opposizione, grazie alla quale si potrà tenere alto il livello del confronto e ferma la barra sul nostro programma, senza mai essere stampella di chi ha avuto il consenso per governare e non per litigare – prosegue D’Alfonso -. All’amico Americo Di Benedetto faccio le mie congratulazioni per essere stato il primo dei candidati sindaci non eletti per ben due tornate elettorali consecutive. Con molta franchezza debbo, però, dirgli che ritengo il suo giudizio totalmente negativo sui partiti, populista e anche ingeneroso. Il tempo dell’anti-politica volge al termine e il fatto che i partiti dell’uomo solo al comando hanno cicli brevissimi e altri vadano riformati, non toglie che essi, e non il civismo, siano la base della democrazia. Mi permetto di ricordare a me stesso che sono i partiti a determinare la possibilità di costruire le alleanze e i quorum per eleggere i consiglieri regionali

Fatte queste sentite premesse – aggiunge il coordinatore di Demos -, dal momento che noi ci occupiamo prioritariamente dell’alleanza con cui abbiamo condiviso valori e programmi, ora si apre per il centrosinistra una fase molto delicata, in cui dovrà essere messa al centro la ricerca delle cause che hanno determinato una sconfitta pesantissima. Il fatto che cinque anni fa tale analisi non si sia tenuta, e la supponenza di battere Biondi senza accorgersi di essere stati abbandonati persino da chi per decenni aveva non solo votato ma anche militato nel centrosinistra continuando a commettere errori su errori e dando un’immagine di una coalizione litigiosa e distante dalla vita quotidiana dei cittadini e anche e per di più con la delegittimazione prodotta dal fuoco amico, siamo inevitabilmente andati incontro a una sconfitta epocale. Con la destra al 58% parlare di argini alzati è al di fuori non solo di un ragionamento politico, cosa di per sé sicuramente non facile, ma di qualsivoglia semplice ragionamento.

Bisogna evitare lo scaricabarile o le autoassoluzioni che portano all’inutile caccia al responsabile e al conseguente tutti contro tutti. Ogni forza politica deve prioritariamente guardare al proprio interno, facendo passaggi utili per rimuovere le cause della sconfitta, evitando così di intossicare la parte sana della coalizione, e solo quando saranno state individuate e rimosse le cause della sconfitta ritrovando l’assetto giusto e autorevole di ogni singolo partito si potrà riprendere il percorso per ricomporre un campo largo dove nessuno potrà pensare di recitare il peso di azionista di maggioranza o ancora peggio di amministratore delegato.

Bisognerà intraprendere un cammino faticoso e soprattutto umile – si legge ancora nella nota di D’Alfonso – , di ascolto di una società dove i privilegiati con redditi sopra i centomila euro sono pochissimi e tantissimi quelli che non hanno nemmeno i soldi per curarsi e garantire un futuro migliori per i figli. Demos è pronta a dare il suo contributo, a condizione che si condivida un valore essenziale: la forza del noi.  Con chi pensa il contrario si può tutt’al più condividere un pezzo di strada ma non una alleanza strategica o una visione di società”.

 


Print Friendly and PDF

TAGS