Comunali, Brunetta: L’Aquila hub di cervelli sul ‘modello Boston’

di Marianna Gianforte | 07 Giugno 2022 @ 19:07 | ELEZIONI
Brunetta
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L’AQUILA – E’ arrivato con una puntualità assoluta il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, alle 17 come previsto dal programma, per partecipare a una iniziativa elettorale organizzata da Forza Italia all’auditorium del parco del castello a sostegno della campagna elettorale del centrodestra e per illustrare lo stato dell’arte dei progetti di rilevanza nazionale che avranno sede proprio nel capoluogo abruzzese. Puntuale e “contento – ha detto – di essere in questa città per l’undicesima volta”. A farsi attendere, invece, il sindaco Pierluigi Biondi, arrivato con una ventina di minuti di ritardo e destinatario di una ironica telefonata del ministro in attesa sul palco: “Dove sei? Io sono quasi arrivato all’altare …”, suscitando l’ilarità dei presenti. Tra loro, in particolare, il coordinatore comunale di Forza Italia Stefano Morelli, l’ex assessora al Bilancio Annalisa Di Stefano e candidata lista Fi, il coordinatoe regionale dei Fi e senatore Nazario Pagano, il deputato Antonio Martino e il capogruppo di Fi in Consiglio comunale Giorgio De Matteis.

La prima battuta ai cronisti, davanti all’auditorium donato da Renzo Piano, il ministro l’ha riservata al deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro, che gli aveva lanciato una stoccatina: “Mi chiedo quando sia credibile che un ministro vada all’Aquila a raccontare sui fondi straordinari del Pnrr e sulla ricostruzione, sulla riforma della pubblica amministrazione, frutto del Governo Draghi, a sostegno di un esponente che rappresenta il partito di opposizione al Governo di cui Brunetta fa parte”, aveva scritto il deputato.  “Quella di D’Alessandro è un’affermazione folle, il Pnrr è per tutti gli italiani – la risposta del ministro -. Ci mancherebbe altro che discriminasse. Io sono qui perché c’è un bravo sindaco di centrodestra, che sta realizzando il Pnrr. Quella di D’Alessandro è una logica che non capisco e anche un po’ deviante. Al deputato di Italia Viva dico: sono qui a testimoniare il senso dello Stato e della collaborazione e della coesione e che il Pnrr è  di tutto il Paese”.

“Ho tante idee nuove per L’Aquila da consigliare al sindaco – ha spiegato Brunetta -, non solo portare all’Aquila cultura, formazione, università, la Sna (la scuola nazionale della pubblica amministrazione, della quale verrà istituita la sede decentrata proprio all’Aquila, ndr), tutti i grandi centri formativi legati al mondo universitario e delle professioni, ma anche portare qui popolazione sino al 25% dei residenti della città, impiegati proprio nel mondo della ricerca e della formazione, seguendo il cosiddetto ‘modello Boston’. Vale a dire: se L’Aquila diventa un hub formativo, di studi, di ricerca, compresa la scuola superiore della pubblica amministrazione che lavorerebbero su tutte le tematiche della sostenibilità, ambientali ed energetiche, questo comporta la nascita di un hub straordinario dove si forma cultura, si forma ricchezza, capacità, esperienza, si forma il futuro del nostro Paese – ha spiegato ancora Brunetta -. Avendo un obiettivo: far crescere in città fino al 25% della popolazione residente, la presenza di studenti, docenti, ricercatori di alto livello e dirigenti sulla base, appunto, del ‘modello Boston’”.

“Fare di questo territorio il catalizzatore della formazione di queste professionalità importanti e rilevanti fino al 25% della popolazione residente. Una percentuale raggiungibile – secondo il ministro – tenendo conto del fatto che già in città lavora e studia una fetta importante di persone che ruota intorno al mondo dei ‘cervelli’. C’è la scuola dei sottoufficiali della Finanza, ci sono i centri di ricerca, ora nascerà la scuola della pubblica amministrazione sarebbe un investimento straordinariamente qualificante e proiettato nel futuro delle giovani generazioni, e di tutto il Paese, perché qui sorgerebbe l’hub formativo per le materie ambientali, territoriali, compresi i temi legati al terremoto e alla sostenibilità ambientale, di riferimento per tutto il Paese. Qui si dovrebbero formare tutti gli scienziati, i quadri dirigenti, i pubblici dipendenti, gli amministratori legati a queste tematiche. L’università dell’Aquila è il perno di questo sistema e la scuola della pubblica amministrazione, la Reiss Romoli è l’hub fisico per volere del presidente del Consiglio Draghi. Questa è un’idea forte, che insieme a tutte le dee forti del sindaco Biondi e della sua coalizione fanno dell’Aquila un fiore all’occhiello in Italia. E tutto questo fruendo dei fondi del Pnrr”.

Quanto al call center Inps il ministro ha sottolineato che “le decisioni furono prese dal Governo Conte 2 senza arrivare ad alcun risultato. Risultato arrivato, invece, con il Governo Draghi e con la mia collaborazione non avendo io la competenza diretta. Quindi il processo, che fa capo all’Inps, è in corso rispettando le regole, secondo le quali nella pubblica amministrazione si entra soltanto tramite concorso. Se qualcosa non è stato fatto per i lavoratori del call center, Pezzopane e Boccia pensino al Conte 2″.

REPLICA DEL DEPUTATO CAMILLO D’ALESSANDRO. Non si è fatta attendere la controrisposta di D’Alessandro al ministro Brunetta: “Caro Brunetta in Abruzzo non ci facciamo ingannare, se tutti avessero fatto come Fratelli d’Italia non avremmo il Pnrr, non avremmo il governo e lei non sarebbe ministro’. Se il Pnrr parla anche il linguaggio dell’Aquila, soprattutto per la ricostruzione, ciò è dovuto al lavoro di Pezzopane in Parlamento, non certo per il partito di Biondi. Il Pnrr è di tutti, ci mancherebbe, spieghi all’Aquila chi l’ha fatto, pensato, costruito e approvato. Poi chieda a Biondi il suo partito dove stava rispetto alla chiamata della responsabilità nazionale”. 

 

 


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