Comitato Tutela San Vittorino: “Il poligono è un sopruso autorizzato”

La replica al sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio

di Redazione | 20 Luglio 2020 @ 12:32 | ATTUALITA'
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PIZZOLI – Si inasprisce lo scontro sul poligono di tiro a San Vittorino. Il Comitato per la tutela San Vittorino – Amiterno non ci sta alle recenti dichiarazioni rilasciate a Laquilablog dal sindaco di Pizzoli, Gianni Anastasio, e precisa: ”San Mauro è un territorio ad uso civico la cui amministrazione spetta ad oggi al Comune di Pizzoli. A San Mauro è situata una cava dentro la quale un’Associazione ha realizzato un poligono di tiro a segno che ha l’autorizzazione del Comune di Pizzoli, del Comune dell’Aquila, della Regione Abruzzo e il parere favorevole della Soprintendenza.
“Quindi  sembrerebbe tutto in regola. Ma siamo sicuri che avere le carte in regola voglia dire che questa attività sia giusta?”, continua la nota.
“Noi pensiamo di NO per due motivi: la cava si trova proprio dietro l’Anfiteatro Romano e davanti al centro abitato di San Vittorino e il poligono è stato realizzato su un territorio che  è un uso civico. Partiamo dal primo punto. In un poligono di tiro a segno naturalmente si spara e in questo caso il rumore dei colpi si sente nitidamente sia all’Anfiteatro Romano, dove quindi diventa molto difficile per i turisti e le turiste visitare il Sito, sia a San Vittorino, i cui abitanti devono ormai da più di un anno convivere con gli spari che sono molesti, costanti, ripetitivi e improvvisi. In questo periodo che, a causa del Covid, le manifestazioni previste non sono state realizzate e l’ingresso è limitato, i rumori sono comunque molto fastidiosi. Quando invece la cava è frequentata da molte persone, la situazione è invivibile perchè gli spari si sovrappongono”.
In merito al secondo punto puntualizza la nota: “San Mauro, e quindi la cava, essendo un uso civico, deve avere la destinazione agro-silvo-pastorale e non è possibile cambiare tale destinazione se non per un’attività rivolta al bene collettivo. Il poligono di tiro a segno non rientra tra le attività di bene collettivo. Il Comune di Pizzoli, il Comune dell’Aquila, la Regione Abruzzo, la Soprintendenza in questa operazione hanno dimostrato di essere rimasti un po’ indietro negli anni, dimenticando che su un’area di uso civico è da un po’ che la legge ha istituito il vincolo ambientale perpetuo, oltre  alla definizione che le terre civiche devono avere come destinazione l’utilizzo agro-silvo-pastorale. All’obiezione che trattasi di ex cava di pietra che aveva già perso la sua connotazione boschiva, rispondiamo che rimane sulla stessa il vincolo ambientale”.

Per affrontare questa situazione alcune persone di San Vittorino hanno costituito un Comitato che tra mille difficoltà sta chiedendo che vengano rispettati i diritti del territorio e dei cittadini e delle cittadine che vi abitano: il diritto alla bellezza, alla tranquillità, a non veder anteposti interessi personali ad interessi collettivi.
E conclude: “Pensiamo che tutti possano sbagliare, che quando il progetto è stato avviato non ci si sia resi conto delle conseguenze sulle persone, sui turisti e sul territorio. Ora però che tali conseguenze negative sono così evidenti, perseverare in questo progetto diventa davvero ingiusto”.

 

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