Com’era, dov’era: treni, buche e sporcizia nelle cronache aquilane di un secolo fa

di Alessio Ludovici | 16 Aprile 2021, @06:04 | RACCONTANDO
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L’AQUILA – Ogni generazione pensa di essere nuovissima e diversissima e di avere problemi tutti suoi, ma poi alla fine forse i problemi sono sempre quelli. Sfogliando la Gazzetta Commerciale di fine 800, inizio 900, un periodico aquilano e organo ufficiale della locale Camera di Commercio si apprende ad esempio che strade, treni, sporcizia erano motivo di discussione già all’epoca. 

Il degrado preoccupa soprattutto nei mercati, così in una lettera ci si chiede come mai non si pulisca per bene la piazza grande, con l’acqua perché va lavata la polvere che altrimenti finisce sulle merci del mercato. 

Alla ferrovia!

Inaugurato pochi anni prima fa già discutere il polo ferroviario aquilano: “Non sappiamo trovare parola per manifestar in qualche modo il disgusto che si prova nel vedere come viene condotto il servizio nella ferrovia fra Solmona e Terni. Per i viaggiatori sono adibiti vagoni di ultimo scarto, non ben condizionati e sudici; le diligenze di campagna al paragone son di molto migliori. Nelle stazioni nessuna o poca osservanza dell’orario, costringendo i disgraziati che trovansi in viaggio, a rimaner fermi oltre il dovere non si sa perché, né per comodo di chi.”

Pel servizio ferroviario nella stazione dell’Aquila

In un altro numero un lungo editoriale sulla stazione, ma ce n’è anche uno sulla valorizzazione dei porti abruzzesi, Pescara e Ortona, di cui tanto si parla anche in questi giorni. Dicevamo la stazione, e le sue condizioni “deplorevoli” tanto da spingere a vibranti proteste: “Non ho affatto fiducia – viene riportata la dichiarazione di un consigliere – nei voti platonici che si fanno al Governo. E’ necessario che la Camera prenda l’iniziativa per un’azione energica da esplicare con pertinacia fino al raggiungimento dello scopo, propongo quindi il seguente ordine del giorno: “Il consiglio, udita la relazione del Presidente in ordine alle condizioni della stazione ferroviaria, chiede al Governo di provvedere con sollecitudine nella sistemazione ed ampliamento della stazione. Delibera fin d’ora di promulgare la serrata, qualora il potere esecutivo, rifiutandosi di eseguire i lavori che occorrono, dimostri di non curarsi degli interessi commerciali ed industriali di questa città”. Approvato all’unanimità.

Strade

Sono anche le strade a far discutere, strano è? “Quanto siano costate le strade comunali niuno lo sa; certo per esse si sono spese centinaja e centinaja di migliaja di lire: per esse molti comuni si son rovinati, parecchi stanno per rovinarsi, pochissimi ancora a stento si reggono in gambe. Eppure dopo tanta profusione di denaro sembrerebbe che la viabilità della provincia dovesse trovarsi in buonissime condizioni. Niente di tutto ciò, le strade completamente abbandonate, vanno giornalmente deperendo e nelle linee stradali e nelle opere d’arte. Vivamente raccomandiamo all’Egregio Prefetto di provvedere, se non si vuol perdere il già speso, oppure ritardando ancora, andare incontro a spese elevatissime per le relative riparazioni.”


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