Come si misura la siccità

Fonte Openpolis

di Redazione | 28 Marzo 2024 @ 15:00 | AMBIENTE
siccità
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Da Openpolis.it La siccità, con cui si intende una condizione di prolungata scarsità idrica, è uno dei principali sintomi dei cambiamenti climatici in corso. Essa danneggia il suolo, rendendolo più fragile ed esposto a dissesto, e ha un impatto sull’agricoltura. Nei paesi più vulnerabili può causare problemi di approvvigionamento idrico e insicurezza alimentare, esacerbando a volte conflitti preesistenti fino a provocare ondate di migrazioni forzate.

Si tratta di un fenomeno complesso e pertanto per misurarla è necessario tenere conto di più variabili. Uno degli indici più importanti è l’indice Spei, che tiene conto sia delle precipitazioni che della traspirazione ed evaporazione dell’acqua. A livello europeo, l’European drought observatory ha elaborato un indice composito, il Cdi (combined drought indicator), che oltre alle precipitazioni misura anche l’umidità del suolo e la porzione di radiazioni solari che viene assorbita dalla vegetazione per processi di fotosintesi. Ma è importante anche monitorare la durata della siccità e la sua concomitanza con altri eventi meteorologici.

Definizione

La siccità, espressione con cui si intende la prolungata scarsità di acqua che rende il suolo impermeabile ed esposto al rischio idrogeologico, è uno dei principali sintomi dei cambiamenti climatici in atto.

Di per sé è un avvenimento naturale, ma la sua incrementata frequenza e gravità lo rende un fenomeno allarmante, che indebolisce l’ambiente e mette a rischio milioni di persone, causando ingenti perdite economiche. Inoltre si tratta di un problema destinato ad aggravarsi nei prossimi decenni. Secondo le stime delle Nazioni uniteentro il 2050 potrebbe colpire più di tre quarti della popolazione mondiale.

Gli effetti della siccità sono molteplici. Essa infatti indebolisce il terreno, rendendolo più vulnerabile, ostacola l’agricoltura e in paesi già fragili può causare difficoltà di approvvigionamento idrico e insicurezza alimentare, fino a esacerbare problemi preesistenti di ordine economico, politico o sociale, causando ondate di migrazioni forzate.

Dati

La siccità è essa stessa un fenomeno complesso e di conseguenza anche misurarla significa dover tenere conto di numerose variabili allo stesso tempo. Uno degli indici che vengono utilizzati è l’indice Spei (standardized precipitation and evapotranspiration index), utile perché permette di tenere insieme il calo delle precipitazioni e l’evaporazione e traspirazione dell’acqua, considerando quindi anche l’aumento delle temperature. Esso è un indice composito, un’estensione dell’indice Spi, che invece considera soltanto le precipitazioni.

Dalle rilevazioni risulta che nel 2021 (il valore varia di anno in anno) in Europa la siccità è in aumento in 19 stati membri, mentre in uno (l’Estonia) la situazione è rimasta invariata e nei restanti 7 i valori sono positivi, il che indica una maggiore umidità.

Sono 19 su 27 i paesi colpiti da siccità in Europa

L’indice Spei (standardized precipitation-evapotranspiration index) è uno degli indicatori con cui si può misurare la siccità. Esso è un’estensione dell’indice Spi (standardized precipitation index), in quanto tiene conto sia delle precipitazioni che della capacità di evaporazione e traspirazione dell’acqua (che dipende dalle temperature). Più il valore è basso, più grave è la siccità che si riscontra. Valori positivi invece indicano una maggiore umidità.

Nel 2021, l’Italia è il paese europeo con l’indice Spei più basso, ovvero è quello in cui si rileva una condizione di siccità peggiore. Seguono altri stati dell’Europa meridionale e centrale. Mentre si riscontra una tendenza opposta in due paesi dell’Europa orientale (Romania e Bulgaria), nell’area nord-occidentale del continente (Belgio, Paesi Bassi e Germania) e in Finlandia.

Analisi

In Europa a occuparsi di misurare la siccità è l’European drought observatory, gestito dal Joint research center della commissione europea. L’osservatorio ricorre a numerosi indicatori per valutare lo stato della siccità in Europa, favorendo un approccio integrato. In particolare si considerano le temperature, le precipitazioni, lo stato delle acque sotterranee, ma anche l’umidità del suolo e la fotosintesi della vegetazione.

Il centro ha inoltre elaborato un indicatore che tiene conto di diverse di queste variabili contemporaneamente, il cosiddetto combined drought indicator (Cdi). Specificamente, si compone di tre sotto-indicatori, ovvero lo standardized precipitation index (Spi), che misura le anomalie nelle precipitazioni; l’indice di umidità del suolo (Sma, acronimo di soil moisture anomaly, che rileva la quantità di acqua presente nel suolo); l’entità dell’attività fotosintetica (Fapar, che misura la porzione di radiazioni solari che viene assorbita dalla vegetazione per i processi di fotosintesi).

14,6% del territorio europeo (comprensivo del Regno Unito) è in condizioni di siccità, secondo l‘European drought observatory (marzo 2024).

Oltre a tenere conto di tutti gli aspetti che compongono la siccità, è fondamentale monitorarne la durata. Quando si riscontra soltanto una carenza di precipitazioni si parla di siccità meteorologica, ma se tali condizioni persistono si arriva alla siccità agricola (che ha un impatto su suolo e agricoltura). Ancora più avanti, si giunge alla siccità idrologica, i cui effetti sono più strutturali, visibili nei corsi d’acqua e nelle riserve idriche sotterranee. Quando poi gli impatti sono ampi e investono la sfera umana, si parla di siccità socio-economica.

Infine, è cruciale osservare la concomitanza della siccità con altri fenomeni meteorologici e climatici poiché più eventi contemporanei possono esasperarsi a vicenda. Per esempio la successione di siccità e di eventi alluvionali, dove l’alluvione diventa più grave perché il terreno esposto a siccità è indebolito e meno capace di assorbire l’acqua. Ma anche le ondate di calore, che se si presentato insieme alla siccità possono aggravarla. È quindi importante monitorare questi molteplici rischi attraverso strumenti precisi, per poter avere un quadro sempre aggiornato della situazione.


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