L’AQUILA – La sentenza con cui il Tar Abruzzo ha dichiarato nulli i provvedimenti del Comune dell’Aquila relativi alla nomina e alla successiva proroga del comandante ad interim della Polizia locale rappresenta, secondo l’ANVU, un importante riconoscimento delle tesi sostenute dall’associazione nel corso dell’intera vicenda.
In una nota diffusa oggi, l’Associazione professionale della Polizia locale d’Italia evidenzia come il pronunciamento del tribunale amministrativo non si limiti ad annullare gli atti, ma ne dichiari la nullità “in quanto elusivi del giudicato”, riaffermando, sottolinea l’ANVU, il principio secondo cui le sentenze devono essere rispettate e pienamente eseguite, senza essere aggirate attraverso provvedimenti incompatibili con quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.
L’associazione definisce quella del Tar “l’ennesima pronuncia sfavorevole al Comune dell’Aquila” sulla vicenda e richiama anche un altro passaggio della sentenza, relativo alla legge regionale Abruzzo n. 42 del 2013. Pur avendo deciso la controversia su un diverso motivo, il collegio avrebbe infatti evidenziato, secondo l’ANVU, “problematiche di compatibilità costituzionale” nell’applicazione del comma 7-bis dell’articolo 5 della norma regionale, rilievo che l’associazione considera una conferma delle criticità sollevate fin dall’iter di approvazione della legge.
Nel comunicato viene ricordato come tali osservazioni fossero state rappresentate anche durante le audizioni davanti alle commissioni del Consiglio regionale e come, successivamente, anche il Ministero dell’Interno avesse invitato la Regione Abruzzo a modificare la disposizione, revisione che, secondo l’ANVU, non è mai stata approvata. Una situazione che, sostiene l’associazione, ha contribuito ad alimentare incertezza normativa e contenzioso, con ripercussioni sull’organizzazione dei corpi di Polizia locale.
Per l’ANVU è ora necessario che “ciascuna istituzione eserciti fino in fondo le proprie competenze, affinché venga definitivamente chiarita la conformità della disciplina regionale ai principi costituzionali e sia restituita certezza ad un settore che svolge funzioni fondamentali per la sicurezza delle comunità locali”.
L’associazione richiama infine anche il tema dell’effettività della tutela giurisdizionale, osservando come il potere sostitutivo attribuito al commissario ad acta non abbia impedito l’adozione di provvedimenti poi dichiarati nulli dal Tar, e ribadisce l’intenzione di proseguire “con rigore tecnico, spirito costruttivo e profondo senso delle istituzioni” nella tutela della Polizia locale e della corretta applicazione dell’ordinamento. “Questa sentenza rappresenta una vittoria che va ben oltre il singolo contenzioso. È la conferma che la difesa dei principi, quando è sostenuta da solide argomentazioni giuridiche e da un’azione coerente nelle sedi istituzionali e giudiziarie, costituisce il presupposto indispensabile per garantire l’autonomia della Polizia Locale, la certezza del diritto e il pieno rispetto dello Stato di diritto”, conclude il comunicato.









