Collettivo Fuori Genere : “Libere di scegliere! Libere di autodeterminarci!”

di Redazione | 02 Ottobre 2021 @ 13:25 | POLITICA
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L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo dal Collettivo  Fuori Genere

Abbiamo voluto prendere parola a margine dell’incontro pubblico organizzato da “Le Democratiche del territorio aquilano” sulla legge 194 e sull’interruzione volontaria di gravidanza a L’Aquila, tenutosi lo scorso 30 settembre.

A seguito di alcune criticità ascoltate durante l’incontro, ribadiamo che:

– alla luce dei continui attacchi alla L. 194, tra i quali la mozione comunale dello scorso anno a Pescara, che prevede “un albero per ogni bambino mai nato”, approvata anche con i voti del Partito Democratico, e la circolare regionale dell’assessora Verì che sconsiglia l’uso della pillola abortiva Ru486 all’interno dei consultori, è evidente come sia fondamentale incontrarsi e fare informazione, ma ancora di più prendere decisioni coerenti all’interno dei luoghi istituzionali. Questo ad esempio non è accaduto nel 2017, quando in Consiglio Regionale è stata approvata una modifica, proposta da un esponente del Partito Democratico, alla Legge regionale sui Consultori, per ridefinire le quote contributive che la legge assegna ai singoli consultori. In passato i fondi erano così distribuiti: 70% al pubblico, 20% al privato, 10% alla formazione. Successivamente alla modifica, la formazione è stata cancellata e la ripartizione è stata la seguente: 65% al pubblico e 35% al privato.

Dentro il consiglio regionale, di fatto, la risposta è stata quella di depotenziare i consultori pubblici a favore di quelli privati, che sono per la maggior parte cattolici e i cui servizi sono a pagamento.

Per quale motivo tale proposta è stata accolta? Non è forse questa l’ennesima prova dell’incoerenza e dell’ambiguità di chi vorrebbe difendere la giusta applicazione della L. 194?

– servono consultori laici, liberi e gratuiti a tuttƏ; nonostante la legge preveda “7 giorni per soprassedere”, in un consultorio laico e libero quei 7 giorni non devono essere una riflessione imposta a chi ha già scelto. Troviamo che l’invito al ripensamento e la risoluzione delle cause che avrebbero portato la donna a ricorrere all’IVG, più volte rimarcati durante l’incontro, abbiano un approccio paternalistico;

– è necessario il potenziamento dei consultori per garantire la presenza di personale adeguatamente formato che consenta la comprensione, soprattutto linguistica in caso di donne migranti, della procedura per l’IVG; tale mancanza non può e non deve essere un limite all’attuazione del diritto all’aborto;

– rimanendo nella nostra regione, riteniamo che sia urgente mobilitarsi per bloccare il pericoloso DDL proposto quest’estate da Fratelli d’Italia (sulla scia di quanto è già accaduto in Lombardia e poi in Veneto) sui “cimiteri dei feti”. La proposta prevede che per ogni aborto che si verifica prima delle 28 settimane e dopo i 90 giorni, qualora i genitori non provvedano o non lo richiedano, il seppellimento è disposto dalla ASL in una specifica area cimiteriale. Di fatto, quindi, la sepoltura è obbligatoria a prescindere dalla volontà della donna. Questo DDL dovrà essere discusso a breve, per cui ci aspettiamo che si prenda posizione contraria rispetto a questo scempio, che tutto fa tranne tenere conto dei nostri diritti e della nostra libertà di scelta.

Piuttosto riteniamo che sia urgente rendere chiari i consensi informati inserendo tutte le eventuali possibilità sul destino del feto o del prodotto del concepimento, che sia necessario garantire la piena libertà di scelta sull’eventuale sepoltura e pretendere l’abolizione di tutti gli accordi tra ospedali e ASL con le associazioni cattoliche.


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