Collegio universitario, maggioranza a pezzi. Criticità e chiarimenti sul progetto

di Alessio Ludovici | 02 Marzo 2021 @ 17:42 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – E’ ripresa oggi in commissione Bilancio, la mattina, e poi nel pomeriggio nella Politiche sociali, la discussione sull’istituendo collegio di merito universitario dell’Aquila. Dopo il naufragio di ieri, con il tentativo di riunire tre commissioni congiunte, oggi un primo stentato via libera. In prima Commissione la delibera è passata infatti con appena 14 voti favorevoli e 11 astenuti. Forza Italia ha scelto di non partecipare al voto. In terza però, nel pomeriggio, non si raggiunge il numero legale, questa volta parte della minoranza non partecipa al voto. Di mezzo oltre al merito della delibera ci sono i nuovi scricchiolii della maggioranza, con Forza Italia sul piede di guerra per l’uscita di Fabrizi dalla Giunta e l’ingresso di Colonna. 

Prendere o lasciare: il dilemma del consiglio comunale di fronte al fatto compiuto

“Se i consiglieri vogliono presentare degli emendamenti ovviamente il consiglio è sovrano – ha spiegato in mattinata l’assessore Bergamotto – ma le scadenze sono chiare”. Entro il 15 marzo, infatti, va chiuso davanti al notaio l’atto di nascita della Fondazione del Collegio, con tutti gli articolati atti derivati, come la cessione in comodato degli appartamenti del Comune. Se in consiglio comunale dovessero essere presentati ed approvati emendamenti, tutti gli atti, lo stato, l’atto costitutivo ecc, dovrebbero necessariamente essere riapprovati a loro volta dagli Univaq e Gssi che hanno già approvato le bozze presentate al consiglio. I tempi, in pratica, sono strettissimi e il consiglio comunale sembra quasi messo davanti a un fatto compiuto, questo è quanto emerso dagli interventi dei consiglieri oggi in Commissione. 

I primi chiarimenti sul progetto

“E’ di fatto un prendere o lasciare” afferma Masciocco. Proprio per questo sono tante le richieste di chiarimento all’Amministrazione su un progetto a cui lavora da due anni senza aver mai coinvolto il consiglio pur essendo ciò che si approva di esclusiva competenza dell’assise, che se ne prende quindi tutta la responsabilità.

Intanto, dopo molte domande, sono stati chiariti dall’assessore Bergamotto alcuni punti dell’operazione, anche sul piano dei costi. I consiglieri, infatti, non hanno a loro disposizione tutte le schede del progetto.

Costi. E’ emerso che si tratta di un’operazione da 7 milioni di euro, di cui 4,3 milioni da fondi Restart. Di questi 1 milione sarà per l’allestimento degli alloggi, 500 mila euro per il funzionamento amministrativo e l’assunzione di 10 unità di personale. Ci sono poi le borse di studio, 400 per ora mentre i restanti 200 posti dei 600 complessivi sono a pagamento. Il Comune non partecipa finanziariamente ma solo con il patrimonio. 

Il nodo della manutenzione straordinaria. Negli atti della nascente Fondazione è chiaramente di competenza della Fondazione stessa ma, ha eccepito Mancini, “per legge spetta al proprietario”. E il proprietario, ha spiegato Bergamotto rispondendo a una domanda di Masciocco, rimane comunque chiaramente il Comune. Il notaio avrebbe comunque assicurato che la manutenzione straordinaria può essere affidata alla Fondazione se tutti i partner del progetto sono d’accordo.

Il Progetto Case. Nell’elenco degli alloggi è inserita una piastra del C.a.s.e. di Roio. Ieri erano state fatte due osservazioni in merito. La prima è sulla manutenzione degli isolatori, non c’è stata risposta in merito, se non quella appunto della generale manutenzione straordinaria che sarebbe in capo alla Fondazione. La seconda riguardava la possibilità di usare gli alloggi temporanei, finanziati dall’Europa, per altri fini. Possibilità su cui l’Unione Europea si è sempre espressa sfavorevolmente. La Bergamotto ha spiegato che la piastra di Roio “è stata esplicitamente richiesta dall’Università”. Nel pomeriggio, in terza commissione, è De Santis a chiedere lumi in merito: “La Fondazione si occuperà anche della manutenzione degli isolatori sismici?” ha chiesto. La risposta è affermativa. Ad ogni buon conto il consiglio sembra orientato a togliere il progetto Case dall’elenco, e anzi, sembra finalmente arrivata l’ora di andare a discutere di un suo progressivo abbattimento. 

L’impatto sul mercato privato. Per la Bergamotto non c’è alcun impatto perché 400 posti sono assegnati da borse di studio e all’Aquila ci sono 12mila fuori sede. In realtà non si tratta necessariamente, come nell’Adsu, di studenti meritevoli e in condizioni economiche sfavorevoli, ma anche di famiglie che potrebbero rivolgersi al mercato privato senza problemi quindi un impatto sul mercato c’è sicuramente. Lo ha sottolineato anche Francesco De Santis nel suo intervento, pur condividendo l’idea del Collegio, e specificando che gran parte dei fuorisede sono in realtà pendolari. Sempre De Santis, come Palumbo, hanno sottolineato del resto che l’Adsu anche ricostruirà la propria casa dello studente, e che il progetto Case in questi mesi è stato in più occasioni assegnato, tramite convenzioni varie, non a soggetti fragili, ma a lavoratori pubblici di università, forze dell’ordine ecc. Complessivamente l’impatto sul mercato degli affitti è oggettivo. 

Il riconoscimento del Miur e le prospettive dell’operazione. Come ieri Di Benedetto, oggi è stato Palumbo a chiedere se esiste un piano dei costi e della gestione anche futura di questo studentato. Bergamotto ha spiegato che l’obiettivo è arrivare ad ottenere il riconoscimento del Miur tra tre anni per potere accedere quindi ai finanziamenti del Ministero per i collegi di merito. Non è stato detto invece cosa accadrà qualora questo riconoscimento tra tre anni non ci fosse. I Collegi Universitari di Merito sono infatti strutture residenziali unitarie destinate a ospitare studenti delle Università che nel corso degli studi superiori abbiano dimostrato doti e impegno particolari e ottenuto risultati di eccellenza. A questi studenti vengono quindi garantiti anche un complesso un complesso di servizi per favorire il percorso di studio: sale di studio, biblioteche, supporti informatici, impianti sportivi, tutoraggio personalizzato e offerta di attività culturali. Proprio per questo i 52 collegi esistenti riconosciuti dal Miur sono in strutture unitarie e non diffuse.

La governance. Al Comune spetta il vicepresidente di questa fondazione, mentre all’Università il presidente. Ma diversi consiglieri hanno criticato la scelta di demandare al sindaco la scelta sulla quale vorrebbero comunque dire la loro. Il direttore generale, invece, è scelto su proposta del vicepresidente. 

 


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