Codici: truffata via BlaBlaCar, 2000 euro per andare da Milano a Pescara

La vicenda risale al gennaio scorso

di Redazione | 22 Aprile 2022 @ 10:40 | ATTUALITA'
Blablacar
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Un viaggio via Blablacar da dimenticare per una ragazza che si è affidata all’associazione Codici contattando lo Sportello di Martina Franca (Taranto) per trovare una soluzione alla truffa subita. 

“La nostra assistita – spiega Raffaello Esposito, Responsabile di Codici Martina Franca – ha cercato su BlaBlaCar un passaggio per andare da Milano a Pescara. Ha visto le offerte sulla piattaforma e quando ha trovato quella che ha ritenuto migliore, ha effettuato l’ordine. Il problema è sorto quando la ragazza ha iniziato a ricevere messaggi, sia SMS che WhatsApp, da presunti ‘autisti BlaBlaCar’, in cui le venivano chieste informazioni sul viaggio, ad esempio se aveva o meno bagagli, e ogni volta erano accompagnati dalla richiesta di pagamento di una polizza assicurativa. Parliamo di una cifra irrisoria, appena 1 euro, e riteniamo che questa sia la chiave della truffa orchestrata ai suoi danni. Trattandosi di 1 euro, ha pagato senza pensarci su. Pagamenti effettuati tramite Postepay Evolution e quando si è ritrovata a controllare il conto, ha scoperto una serie di addebiti per un totale di circa 1.800 euro. La giovane ha sporto denuncia e fatto reclamo a Poste Italiane, che ha declinato, però, ogni responsabilità. A nostro avviso, Poste Italiane avrebbe dovuto, invece, tutelarla, avvisandola dei movimenti anomali in atto. Per quanto riguarda BlaBlaCar, il marchio è stato sfruttato per tendere la trappola, ma siccome queste situazioni sono sempre più frequenti, le società dovrebbero aumentare i livelli di sicurezza a protezione degli utenti”.

“Le truffe online sono sempre più diffuse – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, pertanto rinnoviamo l’invito ai consumatori a prestare la massima attenzione quando effettuano pagamenti. È bene verificare con chi ci interfacciamo e, in caso di dubbi, chiedere un controllo sia al sito internet che all’istituto titolare della nostra carta, così da assicurarci che sia tutto regolare”.


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