Cliniche private in campo contro il Covid ed è polemica

di Marco Signori | 10 Aprile 2020 @ 07:50 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Per l’emergenza coronavirus entra in campo la sanità privata ed è polemica in Abruzzo.

A stabilire la collaborazione un’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, firmata giovedì che contiene un “accordo di collaborazione per la regolamentazione dei rapporti relativi alla gestione dell’emergenza Covid–19 tra Regione Abruzzo e Asl e le strutture private accreditate per l’assistenza ospedaliera”.

Una collaborazione “stabilita dai decreti del Governo nazionale”, hanno specificato in una nota il governatore e l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, che “non comporta alcun aumento di spesa per le casse regionali e, contemporaneamente, ci consentirà una ancora migliore gestione della presa in carico dei pazienti nel caso la situazione dovesse malauguratamente peggiorare”.

“In ogni caso – hanno aggiunto – i privati entreranno in campo solo nel momento in cui dovessero essere esauriti i posti letto negli ospedali pubblici dedicati ai positivi al virus”.

Il sistema sanitario, d’altro canto, già da qualche settimana ha sospeso l’attività ordinaria, compresi i ricoveri, per qualsiasi attività che non fosse rinviabile.

Tra chi vede il bicchiere mezzo pieno c’è il segretario provinciale dell’Aquila della Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) Simone Tempesta, che già nei giorni scorsi aveva suggerito di utilizzare la sanità privata, in profonda crisi anch’essa per l’interruzione delle prestazioni.

“Analogamente a quanto avvenuto con il terremoto”, suggerisce Tempesta parlando con L’Aquila Blog, “si possono utilizzare le cliniche, che non ospitando casi Covid sono anche al riparo dal contagio, a differenza degli ospedali”.

L’utilizzo delle strutture private, inoltre, secondo il sindacalista consentirebbe di scongiurare lo spostamento di reparti del San Salvatore fuori città. “Sarebbe un’ipotesi infausta”, dice, facendo osservare, peraltro, come “con l’attività ferma nelle cliniche lo Stato paga in ogni caso, considerando che i dipendenti sono in Cassa integrazione, tanto vale farli lavorare”.

Dura, invece, la posizione del Movimento giovanile della sinistra di L’Aquila: “Al peggio non c’è mai fine – si legge in un post su Facebook – . Dopo i tagli da 75milioni alla sanità pubblica regionale da parte della giunta di centrodestra previsti nel bilancio e dopo la vicenda Liris, sbugiardato dalle sue stesse carte, arriva un’altra pessima notizie per la sanità abruzzese”.

“La Regione Abruzzo, con l’ordinanza del presidente Marsilio n. 28 dell’8 aprile, stipula un accordo con le cliniche private per gestire l’emergenza Coronavirus sospendendo le attività in alcune strutture pubbliche, come a Pescina. Ovviamente per questo servizio le strutture private accreditate ci guadagneranno mentre quelle pubbliche rimangono senza risorse”.

“Speravamo che questa emergenza facesse capire il ruolo fondamentale della sanità pubblica, speravamo che nella sfortuna dell’emergenza ci potesse essere l’occasione per smetterla con la stagione dei tagli alla sanità e per potenziare i servizi pubblici. Ma non è andata come speravamo”, si legge ancora nel post.

“Gli aiuti e le prebende ai magnanti della sanità privata continuano e i normali cittadini oltre a pagare le tasse per la sanità pubblica dovranno anche pagarsi le cure nella sanità privata. Il centrodestra abruzzese si vergogni”. (m.sig.)


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