Civico 29, inquilini al C.a.s.e di Poggio di Roio ma c’è chi resta – Rettifica

Richiesta rettifica - presidente Ater AQ, avv. Isidoro Isidori

di Redazione | 31 Agosto 2021, @09:08 | ATTUALITA'
ater isidori
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In merito all’articolo dalla nostra testata dal titolo Civico 29, inquilini al C.a.s.e di Poggio di Roio ma c’è chi resta, riceviamo richiesta di rettifica da parte dell’avv. Isidori, presidente dell’Ater che pubblichiamo integralmente, ai sensi di legge.
 
Gentilissima direttrice, con sgomento leggo l’articolo del 18 agosto intitolato come in oggetto, chiedo urgente rettifica, la gravità delle gratuite affermazioni che sottendono una intenzione di discriminazione, va respinto al mittente con sollecitudine, con riserva di danni, questo ente Ater almeno negli ultimi due anni sta cercando di recuperare un rapporto equilibrato e coordinato con il resto della collettività di tutti gli inquilini; non si comprende dunque come si possa solo immaginare lontanamente che si intende escludere dal centro i residenti i quali, al contrario, devono integrarsi ed è questo lo scopo di questa amministrazione, con tutta la collettività aquilana.
 

Prima falsa affermazione: 

“Si è concluso ieri il giro di consultazioni tra il Comune dell’Aquila e gli inquilini del civico 29 di Via Fontesecco ai quali, in vista dei lavori del ponte, è stata offerta dall’amministrazione la possibilità di traslocare temporaneamente altrove, per i giorni più di caos o per tutta la durata dei lavori”. 
 
Non è vero perché Ater non è stata chiamata per questo giro di consultazioni in relazione agli alloggi disponibili per i propri inquilini che sono 24 ed Ater non sa dove dovranno essere destinati. Nessun documento ufficiale al riguardo. 
 
Seconda falsa affermazione diffamatoria:
“il civico 29 è vittima però anche di un certo stigma. Dal 2009 serpeggia questa idea in città che le case popolari in centro siano un qualcosa di troppo. E’ una storia già vista con Porta Leoni. Già il Piano di ricostruzione della passata amministrazione lì aveva cancellato con un tratto di penna abitazioni in cui vivevano fino al 6 aprile centinaia di persone”. 
Non so come possa serpeggiare questa idea frutto di invenzione di un signore che non sa neanche quali siano le permute di Porta Leoni, per cui non si capisce come possa inventare simili falsità. Di fronte a queste false affermazioni, il presidente di Ater che da quasi due anni, sta cercando di ridare dignità agli alloggi ed agli abitanti delle case popolari, sente che si sta offendendo la professionalità di tutto il personale dell’ente, la volontà del consiglio di amministrazione, che è tutt’altra! Gli inquilini delle case popolari devono essere inclusi, non esclusi; prova ne sia tutti i progetti di sviluppo e di ristrutturazione degli immobili che sono in corso di avviamento. Alcuni presentati, molti altri in corso di sviluppo, molti altri ancora in fase di progettazione.
 
Prosegue l’autore dell’articolo: 
Già il nome, case popolari, ha una connotazione negativa in Italia e non solo e quando si tratta di far fronte all’emergenza abitativa delle nuove generazioni si preferisce un più fresco “social housing”. Da quando aiutare a dare un tetto a chi non ce l’ha sia diventato un tabù non si sa. Si dice che molti quartieri di edilizia pubblica sono malfamati. Molti, di certo non Porta Leoni, non via Fontesecco, da decenni parte integrante e di successo del tessuto abitativo e socio economico del centro. Presenze positive che hanno garantito diritti, integrazione e quella diversificazione sociale di cui il centro, oggi come oggi, ha più bisogno che mai e che, secondo tutti gli studi economici, è la base di quartieri vincenti e funzionanti”. 
 
Case Popolari non ha alcuna connotazione negativa; porta leoni era un progetto che dal 2012 non avrebbe potuto essere oggetto di ristrutturazione per via di precedenti accordi della precedente amministrazione comunale; gli abitanti che ancora hanno titolo a mantenere un’abitazione a canone sociale, saranno ricollocati in abitazioni che sono in corso di scelta da parte della Ater e molti di questi appartamenti sono in centro; o in zone esattamente limitrofe a quelle centrali; dunque non si capisce quale sia il senso dell’affermazione. Quanto poi a via fonte secco, c’è la volontà di ristrutturarla e la lungimiranza dell’amministrazione di Ater ha permesso di far verificare la fattibilità del super bonus anche su quell’immobile, nonostante quanto prospettato dal Comune. Queste sono le verità Che sarebbe bastata una telefonata a far emergere.

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