L’AQUILA – Porte aperte, sporco e detriti nei corridoi, vegetazione che ha invaso gli spazi comuni, piccioni morti a terra e aree ancora transennate. È questa la brutta sorpresa trovata dai condomini del civico 29 di via Fontesecco, autorizzati dal primo settembre a rientrare nelle proprie abitazioni, come avevamo raccontato nei giorni scorsi.
A questo si aggiungono danni, segnalati dai condomini, ancora da censire e quantificare, in uno stabile nel quale il tema della sicurezza era già stato sollevato dopo le intrusioni e i furti avvenuti durante i periodi di sgombero. In precedenza erano stati portati via circa 60 metri di corrimano in rame, mentre lo scorso 21 agosto erano stati nuovamente chiamati i Carabinieri, che non avevano però potuto effettuare verifiche all’interno degli appartamenti perché era ancora in vigore il provvedimento di sgombero.
Il rientro, dunque, almeno per il momento resta più formale che sostanziale. Le condizioni nelle quali i residenti hanno trovato le parti comuni e alcuni locali rendono difficile un immediato ritorno alla normalità e ora il Comune dell’Aquila corre ai ripari.
L’ente aveva già intimato che venissero effettuate la pulizia completa delle parti comuni e le attività necessarie al ripristino delle condizioni di sicurezza e fruibilità dell’immobile entro il 31 agosto. Per i prossimi giorni è stato invece convocato un sopralluogo tecnico congiunto al quale parteciperanno l’amministrazione comunale, l’impresa appaltatrice, l’amministratore e i condomini.
La convocazione prevede una verifica congiunta delle condizioni dell’immobile, alla quale dovrà seguire la definizione degli interventi necessari attraverso la predisposizione di un cronoprogramma.
Ma il confronto dovrà chiarire a questo punto anche altri aspetti, le responsabilità e chi dovrà farsi carico economicamente degli interventi. E soprattutto con quali tempi potranno essere eseguiti. Una questione tutt’altro che secondaria per i residenti che, nonostante l’autorizzazione al rientro scattata il primo settembre, sono ancora ospitati negli alloggi dei Progetti CASE in attesa di poter tornare effettivamente nelle proprie case.


















