Cittadinanza Attiva su GSA spa: “Mette a repentaglio pubblica incolumità”

di Redazione | 21 Luglio 2022 @ 10:23 | ATTUALITA'
Filetto
Print Friendly and PDF

L’AQUILA  –  Cittadinanza Attiva Abruzzo sottolinea in una lettera la differenza di azioni tra Ruzzo Reti Spa e Gran Sasso Acqua Spa, sottolineando quella che viene considerata una mancata attenzione alla pubblica incolumità. “In conseguenza dei fatti accaduti l’otto giugno scorso e riguardanti l’ipotizzato inquinamento dell’acqua potabile immessa nel circuito aquilano e proveniente dalla sorgente del Gran Sasso a seguito di lavori di manutenzione svolti nella notte fra il 7 e l’8 Giugno dalla Soc. Strada Dei Parchi nella tratta autostradale Teramo l’Aquila carreggiata ovest direzione AQ/A25/RM (ovvero dalle ore 22:00 del giorno 7 giugno alle ore 6:00 del giorno successivo – articolo ANSA del 5.06.2022), Cittadinanzattiva Abruzzo ha trasmesso istanza di accesso civico ai soggetti coinvolti: Gran Sasso Acqua SpA, ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Comune dell’Aquila e ARTA Abruzzo al momento quest’ultima è l’unica a non fornire ancora risposta.

Dalla lettura degli articoli di stampa inerenti i fatti accaduti, si evidenzia la differenza di comportamento tenuto durante le attività manutentive tra il gestore del versante aquilano Gran Sasso Acqua Spa, ed il gestore del versante Teramano Ruzzo Reti Spa;

Infatti come si legge negli articoli pubblicati nella serata dell’8 giugno,  la Ruzzo Reti Spa con un proprio comunicato ha precisato che, in previsione dei lavori di verniciatura interni al Traforo del Gran Sasso d’Italia – avendo preventivamente analizzato i rischi del caso, a partire dalle 9:50 (sicuramente da intendersi le 21:50), e quindi prima dell’inizio dei lavori programmati, – ha messo a scarico l’acqua – evitando rischi di anomalie che invece si sono registrate nel versante aquilano (si desume quindi che con la modalità adottata, abbiano evitato di rifornire i serbatoi e quindi le utenze)  ed inoltre, – il SIAN della ASL di Teramo  ha effettuato le analisi sui campioni prelevati più volte dall’acquedotto durante la giornata dell’8 giugno risultati tutti conformi ai requisiti di potabilità -.

Nel versante aquilano, sempre con riferimento ai pubblicati articoli di stampa, il gestore Gran Sasso Acqua Spa ha tenuto tutt’altro comportamento; difatti la GSA spa,  – “a seguito di queste lavorazioni, a scopo cautelativol’acqua è stata stoccata (dove?), evitando di metterla in rete, per garantire prima l’analisi della stessa acqua” (Capoluogo dell’8/06/2022 h.20:34); quindi sembrerebbe che il gestore del versante aquilano, abbia adottato un differente modello comportamentale che ha privilegiato l’ipotesi di intervento solo in caso di inquinamento, a differenza di quello di Ruzzo Reti che è stato  di tipo precauzionale dopo aver valutato i rischi che le lavorazioni avrebbero potuto comportare.

Quindi nel versante aquilano, la successione degli avvenimenti mostra, che nessuna azione preventiva a scopo cautelativo è stata adottata, ma che il sistema di prelievo dell’acqua dalla Sorgente è restato attivo provvedendo solo al monitoraggio della situazione, così come risulta dai documenti forniti da GSA SpA.

Dai dati forniti, si nota che nei giorni precedenti ai lavori, non sono state effettuate analisi alla presa sorgente, e che le analisi sono state effettuate a partire dalle ore 02:20 del giorno otto giugno ed eseguite più volte nella giornata fino alle ore 18:10.

Risulta inoltre dalla documentazione acquisita che il toluene con una concentrazione pari a 20,25 microgrammi/litro è stato rilevato nel campione di acqua prelevato alle ore 12:20, e successivamente ancora presente nel campione prelevato alle 16:27 con una concentrazione di 0,59 microgrammi/litro.

Con tale modus operandi, l’individuazione di eventuale inquinamento dell’acqua potabile è avvenuta a posteriori e con circa 5 ore di ritardo (tempo ipotizzato tra il prelievo e il risultato delle analisi), rispetto all’evento, e comunque in continuità di alimentazione dell’intero sistema idrico, non essendo stato previsto alcun provvedimento di sospensione cautelare, quale quello adottato da Ruzzo Reti per il versante teramano.

Dalla successione degli eventi desunta dal Verbale dell’unità di crisi convocata presso il Comune di L’Aquila, e dall’Ordinanza Sindacale di non potabilità dell’acqua emessa nella serata dell’8 giugno si può ipotizzare che per circa 7 ore e cioè dalle 12:20 ora del prelievo e sino all’esito delle analisi in cui la presenza di Toluene è risultata di 20,25 microgrammi/litro, l’acqua sia stata immessa quantomeno nei sistemi di accumulo.

Dalle varie notizie riportate dalla stampa, e dagli atti  acquisiti, non si comprende cosa  sia avvenuto con certezza (visto che il verbale dell’unità di crisi solleva un dubbio di tipo qualitativo su assenza di cattivi odori, e segnala senza dettagli di una interruzione dell’erogazione idrica); un indizio preoccupante emerge successivamente all’emanazione dell’Ordinanza Sindacale di non potabilità allorquando  così come documentato dal sito “Assergi Racconta” veniva riversata sulla Strada Statale 17 bis in  prossimità dell’abitato di Assergi un – fiume di acqua, proveniente dai vasconi di conservazione della Gran Sasso Acqua – che farebbe sospettare lo svuotamento dei sistemi di accumulo.

Se GSA, all’esito delle analisi che ha evidenziato la concentrazione del toluene pari al 20,25 microgrammi/litro, ha immediatamente ritenuto che potesse trattarsi di un valore anomalo e quindi ha assunto la decisione di ripetere le analisi con un nuovo  prelievo effettuato alle ore 16:27 dal quale è risultata ancora la presenza di toluene con un valore di  0,59 microgrammi/litro  e successivamente con un ulteriore prelievo delle 18:10 con esito  < 0,1,  perché mai – se sussisteva  tale  convinzione di errore nell’esito dei prelievi  suddetti –  ha provveduto  nel tardo pomeriggio a riversare  sulla SS 17 Bis  quel fiume di acqua documentato da  “Assergi Racconta”?

In sintesi restano insoddisfatte alcune domande.

1.       Perché nonostante si tratti della stessa acqua, la GSA ha adottato una procedura differente dalla Ruzzo Reti, mettendo a repentaglio la pubblica incolumità, e comunque causando danni economici alla collettività in termini di sperpero di risorse naturali (sicuramente in quantità superiore a quanto effettuato dalla Ruzzo mettendo a scarico il sistema), economiche, organizzative, oltre a procurare allarme presso la popolazione?

2.       La fuoriuscita di acqua documentata anche da “Assergi Racconta” è il sintomo di uno svuotamento degli accumuli ovvero dello svuotamento dell’acqua stoccata con sospetto di inquinamento?

3.       C’è sicurezza che non ci sia stata immissione in rete di acqua contaminata?

4.       Dagli atti acquisiti non risulta alcun ruolo attivo della ASL n.1, a differenza di quella di Teramo; si desume che tra i gestori e le rispettive ASL siano stati stabilite differenti modalità operative, se così è, quali sono? E quindi quali sono i contenuti del Protocollo stabilito tra ASL, ARTA e GSA?;

5.       Come mai GSA, così come risulta dalla pubblicazione sul proprio sito, affida proprio in data 8/6/2022 ad ASTRA il “Servizio di campionamento ed analisi sulle acque destinate al consumo umano captate dalla sorgente del Gran Sasso d’Italia” con procedura di affidamento diretto per un importo pari a 39.000,00 euro, a fronte di altre analisi acquisite effettuate da NATURA Srl sempre il giorno 8 giugno in altre località ( ci chiediamo se si tratti di centri abitati alimentati anch’essi dall’acqua del Gran Sasso  ed allora perchè fare queste analisi se GSA aveva dichiarato di non averla messa in rete?)

6.       Come mai ad oggi sul sito della GSA non è visibile il contratto con ASTRA che ha iniziato ad operare già dalle ore 02.20 del mattino?

7.       Non è chiaro con quale esito di analisi è stata revocata l’Ordinanza di non potabilità; sembrerebbe che essa sia stata revocata all’esito delle analisi con un valore di toluene pari a 0,59 (non 0,5 come indicato nel verbale dell’unità di crisi) ma,  il D.Lgs 31/01 e s.m.i. tra i  parametri normati che comprovano la potabilità dell’acqua destinata al consumo umano non contempla il toluene e non fissa  pertanto alcun limite nella concentrazione  in quanto per la potabilità  tale elemento deve essere assente  quindi, a definire l’acqua potabile destinata al consumo umano è stato assunto così come riportato nei vari articoli  il – valore massimo previsto per legge – di 15 microgrammi  desunto  dai riferimenti del decreto 152/2006 (Testo unico dell’ambiente)  per le acque sotterranee/superficiali? E’ evidente che per dichiarare  la potabilità dell’acqua  deve essere rispettato il D.Lgs 31/2001 e s.m.i.  e non il D.Lgs 152/2006.

8.       I sistemi di controllo automatico erano in funzione e qual era il loro esito?

Ci riserviamo di fare ulteriori accessi civici per cercare di chiarire ulteriori delucidazioni ed assolvere al nostro ruolo istituzionale di tutela dei cittadini consumatori.” 

Così conclude Cittadinanza Attiva Abruzzo


Print Friendly and PDF

TAGS