Città che Legge, il nuovo numero è tutto dedicato a L’Aquila

È stato pubblicato online il nuovo numero della prestigiosa rivista “Città che legge – Libri e Riviste d’Italia” ed è dedicato interamente a L’Aquila e all'Abruzzo

di Fausto D'Addario | 04 Luglio 2024 @ 05:13 | CULTURA
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È disponibile per la consultazione online e il download l’ultimo numero di “Città che legge – Libri e Riviste d’Italia”, la rivista del Centro per il libro e la lettura, che ha dedicato il volume 1-2/2024 all’Aquila, sede degli Stati Generali dei Patti per la lettura. Nata nel 1950 con il titolo “Libri e riviste” come rassegna di informazione culturale e bibliografica del Dipartimento per l’informazione e la proprietà letteraria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo diverse evoluzioni nel 2020 è diventata “Città che legge – Libri e Riviste d’Italia”. Oggi la prestigiosa rivista dà voce ai comuni facenti parte dell’omonima rete e della realtà dei Patti per la Lettura.

Nell’Introduzione Adriano Monti Buzzetti Colella, Presidente del Centro per il libro e la lettura (Cepell), sottolinea l’ancestrale vocazione del territorio a generare cultura: otto secoli prima della fondazione dell’Aquila, la conca aquilana dava i natali a Sallustio; a seguire ecco i primi laudari medievali come il Parvus Libellus di Pietro Celestino, per non parlare della plurisecolare genìa di cronisti che va da Buccio Di Ranallo all’erudito vescovo e storiografo Anton Ludovico Antinori. Notevole la produzione letteraria di viaggio, da Serafino Razzi a Michele Torcia, fino alle atmosfere romantiche del Grand Tour con Edward Lear. Un caposaldo della familiarità dell’Aquila con la scrittura fu la prima tipografia del Meridione, terza in Italia, che trovava cittadinanza a L’Aquila nel 1482 con lo stampatore tedesco Adam Burkardt, allievo del Gutenberg. I suoi raffinati incunaboli consolidarono il prestigio culturale del capoluogo appenninico. Non stupisce pertanto che a tale ricchezza intellettuale ed umana abbia corrisposto la recente nomina dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura per il 2026.

Anche Luciano Lanna, Direttore del Cepell, sottolinea nell’Editoriale come L’Aquila sia una città densa di evocazioni letterarie. «Un sogno medievale», la definì lo scrittore tedesco Kasimir Edschmid, «sulle pendici di un colle alle porte del più selvaggio massiccio montuoso dell’Italia centrale»; Carlo Emilio Gadda la descriveva così: «Con gelide nevi dietro, e il nero vertice dell’Italia nei cieli, quasi richiami d’una idea fredda dei venti sopra il tepore dell’ostello, dov’è il lume, il fuoco: e radunati, intorno, gli umani», mentre Riccardo Bacchelli la salutava come «città castellana, religiosa e pastorale». I numeri raccolti sullo stato della lettura nella regione sono in linea con le tendenze nazionali, dato che il 47,5% degli studenti abruzzesi dedica tempo alla lettura al di fuori degli impegni scolastici. Non manca un dato su cui intervenire: l’esistenza di un gap tra la propensione e la possibilità di leggere tra le zone interne e le zone più urbanizzate del territorio. Su questo devono agire gli interventi dei Patti della Lettura, portare i libri e la lettura dove le statistiche ci dicono sia necessario.

Per Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, la parola chiave è rinascita e ricorda come L’Aquila, proclamata a marzo di quest’anno Capitale italiana della Cultura 2026 e già insignita del titolo di “Città che legge”, ormai da anni promuove il Patto locale per la lettura per sostenere i libri e la loro fruizione: un caposaldo essenziale per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza e per favorire l’inclusione sociale. È inoltre giunto alla ventiquattresima edizione il Premio internazionale di letteratura intitolato a Laudomia Bonanni, scrittrice aquilana che Eugenio Montale paragonò a Joyce di Gente di Dublino e da quest’anno la città dell’Aquila ha istituito un concorso letterario dedicato alla figura dello storico Gioacchino Volpe, in cui verranno selezionati e premiati lavori in ambito storico-politico e giornalistico. L’Amministrazione ha inoltre promosso un bonus libri per l’erogazione di buoni da spendere presso le librerie cittadine, rivolto alle ragazze e ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, perché anche un bel libro è come un buon amico. Nel nostro territorio, secondo gli indicatori forniti dalla ricerca sulla Qualità della vita del Sole24Ore relativa 2023, c’è un’incidenza superiore alla media italiana per quanto riguarda la presenza di librerie rispetto alla popolazione residente, a testimonianza della “sete” di lettura della popolazione aquilana.

Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo, descrive L’Aquila come una “polveriera culturale” dove si respirano coraggio, intraprendenza e curiosità: la città è prosperata nei secoli grazie alla cultura ed è oggi riconosciuto punto di riferimento internazionale per molte discipline artistiche. I riconoscimenti all’Aquila e alla sua indiscussa vocazione di sperimentazione artistica sono motivo di orgoglio per tutto il territorio regionale, per le aree appenniniche e l’esteso centro dell’Italia, di cui il capoluogo della regione è tornato a essere irrinunciabile crocevia. Non una città che soffre di torcicollo, ripiegata su stessa e sulla sua memoria: L’Aquila è proiettata verso il futuro, tesa come corda d’arco centrata e concentrata su progetti mirati al rilancio del territorio, una città in continuo movimento in cui le idee camminano sulle gambe solide delle donne e degli uomini d’Abruzzo.

La parola non poteva non andare anche a Federica Zalabra, Direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) intorno alla non facile operazione di “leggere” un dipinto, una scultura o una qualsiasi opera d’arte, a causa della molteplicità di livelli di lettura che tendono a intrecciarsi. Giuseppina Rigatuso, Dirigente della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e del Molise, ha illustrato l’importanza del patrimonio librario aquilano e regionale, ma anche la situazione problematica in cui si trovano le biblioteche a motivo della carenza di personale, di fondi o di spazi adeguati. Marta Vittorini, Direttrice dell’Archivio di Stato dell’Aquila, racconta delle circa 2000 presenze ogni anno, solo nella sede dell’Aquila – dal terremoto del 2009 la sede provvisoria dell’Archivio è a Bazzano – fatta di ricercatori, studiosi occasionali, studenti, laureandi, dottorandi, curiosi di storia locale e tecnici e delle loro ricerche, intorno a storie private e collettive. L’Archivio di Stato è ancora uno scrigno di tesori che attendono di essere tirati fuori, dalle carte dell’amministrazioni del Regno pre-unitario e post-unitario, e poi dello Stato italiano, ma non solo, anche da archivi di enti pubblici e privati.

Ma L’Aquila non è solo città che legge; è anche città da leggere, come rimarcano, tra gli altri, i contributi di Liliana Biondi sul Premio letterario internazionale “Laudomia Bonanni”, di Cristiana Pasqualetti sui bellissimi corali miniati della Biblioteca Salvatore Tommasi, di Domenico de Nardis su Braccio e la guerra dell’Aquila e di Giuseppe Lalli sulla figura di Gioacchino Volpe. E perché no, anche città da vedere, come emerge dalla passeggiata tra cinema e storia di Piercesare Stagni, che richiama le numerose di produzioni cinematografiche realizzate nel territorio.

Dunque L’Aquila e tutto l’Abruzzo sono un’area ricchissima di giacimenti culturali. Uno spirito che anche la feconda prospettiva dei Patti per la Lettura vuole fare proprio, valorizzando la familiarità con i libri quale fondamento di una sempre più matura coscienza sociale e civile.


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