Cinghiale indisturbato si aggira per la città

di Michela Santoro | 07 Dicembre 2023 @ 10:53 | AMBIENTE
cinghiale
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L’AQUILA – È di oggi il post di un nostro concittadino che segnala su Facebook la presenza di un cinghiale nel giardino della propria abitazione, in zona Torretta.

Un altro cinghiale, sempre stamani, è stato visto davanti alla Questura dell’Aquila. A segnalarcelo, una lettrice che non ha fatto in tempo a fotografarlo. Data la distanza, effettivamente abbastanza ravvicinata, magari si tratta dello stesso animale. O magari no.

Resta il fatto che i cinghiali si sono antropizzati. Basti pensare a Roma dove, ormai, vengono filmati giornalmente in branchi numerosi mentre trottano per le strade della città, lungo i marciapiedi o tra i tavolini dei bar. Ma Roma, non è un caso isolato.

Emergenza nazionale

Già nel luglio del 2022 l’assessore e vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, scriveva: “L’invasione dei cinghiali è diventata un’emergenza nazionale che richiede provvedimenti straordinari. Tutti e ventuno gli assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane sono infatti unanimi nel richiedere con forza al Governo l’approvazione di un decreto d’urgenza e immediato per modificare le norme della Legge 157. Norme totalmente inadeguate, risalenti al lontano 1992, che di fatto impediscono a Regioni e Enti locali di intervenire, oltre a quanto già si sta facendo, su una situazione diventata ormai ingestibile.

La nostra priorità è la pubblica incolumità e prendere iniziative per tutelare le nostre aziende agricole che non ce la fanno più a sostenere i danni alle colture dovuti alla fauna selvatica (cinghiali), la necessità di arginare i nuovi rischi sanitari legati alla peste suina, oltre a limitare il numero degli incidenti stradali”.

La conferenza delle Regioni

Se ne è discusso il 31 agosto 2023, nella sede della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in un incontro tra la Commissione agricoltura, il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il Sottosegretario Masaf Patrizio Giacomo La Pietra, il Sottosegretario alla salute Marcello Gemmato e il Commissario straordinario alla Peste suina africana Vincenzo Caputo.

La riunione ha riguardato il “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali e Azioni strategiche per l’Elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle Zone di Restrizione da Peste Suina Africana (PSA)“.

 “Un importante incontro con le Istituzioni competenti, che ringraziamo, per discutere il contenimento degli ungulati che stanno creando sempre più problemi sul territorio. La Commissione agricoltura ha sollevato profonda preoccupazione per il proliferare delle peste suina che rischia di inquinare i nostri allevamenti – aveva spiegato Federico Caner, coordinatore della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni e assessore della Regione Veneto –. Durante il confronto molte Regioni hanno portato all’attenzione del Governo la crescente situazione di emergenza sanitaria e hanno più volte ribadito le difficoltà che le amministrazioni locali devono affrontare giornalmente. In sede di commissione con gli assessori delle diverse Regioni, abbiamo analizzato e approvato il Piano straordinario presentato dal Commissario Caputo che definisce chiaramente gli obiettivi e le strategie per il controllo mirato della popolazione dei cinghiali. Considerata la gravità della situazione – aveva concluso – abbiamo chiesto di inserire alcune modifiche tra cui quella di dare la possibilità alla forza pubblica di intervenire in quelle aree del paese in cui tale emergenza ormai è fuori controllo”.

Cosa dice il WWF

Secondo il WWF, espressosi in un convegno sul tema, tenutosi a Teramo lo scorso anno e organizzato di concerto con l’Università, “le catture con i chiusini si sono dimostrate efficaci riuscendo a essere più selettive rispetto al prelievo venatorio come dimostrano alcune esperienze pratiche condotte sul campo nella riserva regionale e Oasi WWF del Lago di Penne e dei Calanchi di Atri.

Anche le misure di prevenzione con i recinti elettrificati, laddove sono state attuate, hanno avuto effetti positivi, pur necessitando di alcune accortezze nella fase di installazione e per la manutenzione, come è stato illustrato dall’esperienza della riserva regionale e Oasi WWF dei Calanchi di Atri.

Così come vi sono primi esperimenti di sterilizzazione, attraverso interventi però complessi da gestire su ampi spazi”. La caccia, insomma, non è la soluzione.

Le foto di copertina sono tratte dal profilo Facebook di Franco Sciarra


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