Cig in deroga, Marcozzi: “Abruzzo in fondo alla classifica, Marsilio dia spiegazioni ai lavoratori”

di Redazione | 05 Maggio 2020, @05:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Come avevamo già detto più volte nelle settimane passate, il ritardo che Regione Abruzzo ha accumulato nelle prime settimane per far partire la macchina burocratica della Cassa Integrazione in Deroga per intervenire sull’emergenza Coronavirus, non sarebbe mai stato recuperato per tempo. La lentezza con cui la Giunta Lega-Fdi-Fi si è organizzata per poter consentire alle aziende di effettuare la richiesta telematica, istituendo un’apposita piattaforma, ha messo l’Abruzzo al terzultimo posto nella classifica delle Regioni con più procedure liquidate dall’Inps. Il risultato finale è che a causa dell’inerzia della Giunta Marsilio ancora oggi, a quasi due mesi dallo scoppio dell’emergenza sanitaria ed economica, con la fase 2 appena iniziata, abbiamo migliaia di lavoratori che non hanno ancora ricevuto nessun tipo di ristoro neanche per il mese di marzo”.

Ad affermarlo è il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.

“Mentre il Governo nazionale stanziava i fondi per finanziare la Cassa integrazione in deroga, affinché si intervenisse subito a tamponare l’emorragia lavorativa provocata dal Covid-19, Regione Abruzzo ha perso tempo. Così per settimane la maggioranza di centro destra, al posto di lavorare a testa bassa sull’erogazione dei fondi, ha continuato a cercare colpevoli e scaricare ad altri responsabilità in capo esclusivamente alla Giunta”.

“Credo che, arrivati a questo punto, sia il momento che il presidente Marsilio e l assessore Fioretti, che doveva occuparsi per tempo del procedimento della CIG in Deroga, smettano di scappare dalle proprie responsabilità davanti ai lavoratori abruzzesi, ancora in attesa di ricevere i bonifici, e alle loro famiglie. Invito il Presidente a fare tutte le valutazioni del caso e ad agire di conseguenza, valutando qualsiasi tipo di soluzione possibile in proprio possesso. Per la Cassa Integrazione in Deroga è inutile cercare colpevoli che non esistono fuori dalle istituzioni regionali”, conclude.

 


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