Marelli, De Santis (Fiom Cgil): L’azienda risolva le sue inefficienze”

di Marianna Gianforte | 01 Settembre 2022 @ 06:06 | ATTUALITA'
contratto solidarietà
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SULMONA – La Sevel di Atessa si ferma per tutta la settimana per mancanza dei componenti necessari per la produzione del furgone Ducato, trascinando con sè di nuovo l’indotto, tra cui lo stabilimento della Marelli di Sulmona. Che ricorre ancora una volta alla cassa integrazione guadagni. Un ennesimo rinnovo della cig, come spiega la segretaria della Fiom Cgil Elvira De Santis. Martedì 30 c’è stato l’esame congiunto della cassa integrazione, firmato dalle Rsa Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl, ma non dalla Fiom Cgil, che continua a contestare un utilizzo indiscriminato e inappropriato dell’ammortizzatore sociale.

“Ancora un ricorso alla cig sino a fine anno per tutti e soli gli operai, mentre gli impiegati non sono coinvolti – spiega la sindacalista -. Soltanto la parte produttiva dell’azienda sarà obbligata alla cig dai primi di settembre sino a dicembre; non a zero ore, ma con la modalità del lavoro a singhizzo a causa dei rallentamenti allo stabilimento della Sevel di Atessa. Un problema, quello dello stop della produzione alla Sevel, che riguarda tutto il settore; ma l’azienda di Sulmona non cerca di mettere mano alle sue inefficiente. Il fatto – procede De Santis – di continuare a mantenere i 18 turni, pur ricorrendo alla cig, ci sembra una vera e propria contraddizione”.

L’opinione della Fiom è che “alla Magneti Marelli mantengano i turni in modo da rispondere a suon di turni alle loro inefficiente, avendo così le persone sempre a disposizione. Questo ci porta a non condividere il percorso della cig, perché a nostro avviso – ribadisce la segretaria della Fiom Cgil provinciale – è un utilizzo non oculato degli ammortizzatori sociale, che non sono infiniti, con conseguenze, però, sulle tasche dei lavoratori, che essendo in cassa integrazione comunque ricevono uno stipendio più basso”.

Per Elvira De Santis, invece, “se l’azienda di Sulmona abbassase i turni a 17 o 15 ore, riuscirebbero a concentrare le attività nel corso della settimana, svincolando, nel frattempo i sabati e le domeniche. E ad avere una maggiore regolarità nella produzione con un minor utilizzo della cig, sostenendo gli stipendi dei lavoratori”. Ma quella del ricorso alla cig con contestuale mantenimento dei 18 turni è “una storia vecchia”. De Santis ricorda che il quadro 2022 dell’azienda, elaborato a luglio, evidenzia incertezza sul futuro: “C’è preoccupazione sul rischio che alcune lavorazioni possano essere portate via da Sulmona; l’azienda ci ha comunicato il suo orizzonte azientale, nel quale prevede di utilizzare a lungo gli ammortizzatori sociali”.

Nel frattempo, dalla Regione Abruzzo tutto tace, “non c’è alcun segnale di vita da parte dell’assessorato”, chiosa De Santis.


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