Ciccozzi a Palazzo Ciolina fino all’11 settembre

di Redazione | 24 Agosto 2022 @ 11:11 | CULTURA
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L’AQUILA. Sono saldamente legate in uno schema strutturale equilibrato e complesso le opere di Giancarlo Ciccozzi al di là dell’eterogeneità dei materiali e dell’apparente casualità degli accostamenti.

Artista poliedrico e grande lavoratore, si concentra nel suo atelier a Palazzo Palitti-Ciccozzi in Roio Poggio e quello di Valona ed è prossimo a partecipare alla più importante mostra mondiale dell’arte moderna e contemporanea invitato da uno stato estero.

Fino all’11 settembre, sarà possibile ammirare le sue opere a Palazzo Ciolina in Corso Principe Umberto 9,11,13 (presso i quattro cantoni).

Ciccozzi, dopo il terremoto è diventato il simbolo dell’anima ferita, ma indomita, dell’Aquila facendo conoscere, attraverso la sua arte, il dolore e i sacrifici degli aquilani esponendo in tutta Italia e soprattutto all’estero.

Noto per la sua tecnica particolare che si rifà all’arte povera di Alberto Burri, usa materiali usurati, stracci, lamiere arrugginite, legni combusti, sacchi, materiali già vecchi, che danno da subito la sensazione di una durata limitata nel tempo, destinati a mutare, degradare, morire, in una chiara metafora di quello che è il destino dell’uomo: e quando invece utilizza materiali nuovi, li trasforma, li brucia, li tormenta, li straccia, caricandoli, attraverso la sua azione, di un significato inusuale ed intenso, sollecitandoci ad interrogarci sul loro stato, su quello che erano prima dell’intervento dell’artista, su quello che è accaduto e perché si siano trasformati nell’immobile fissità di un’opera d’arte.

Lui stesso lo definisce “caos controllato” che secondo una rigorosa legge compositiva di simboli e segni regola rapporti di spazi e fini relazioni tra le inusuali tonalità del colore e i timbri accentuati con gusto quasi classico. Esalta continuamente il suo personale concetto della “poetica della materia”, anche se non di rado esplode con tecniche e lavorazioni che esulano dal suo modo di essere.

Il prof. Francesco Gallo Mazzeo, docente emerito di storia dell’arte presso l’accademia di belle arti di Roma, già direttore del corso di laura per progettisti di moda di Palermo e di linguistica applicata e dei linguaggi creativi dell’arte e del design dell’architettura (Pantheon Institute Design & Tecnology), definisce Ciccozzi uno degli artisti più importanti del panorama artistico internazionale. Con il prof. Gallo Mazzeo, infatti, lo stesso Ciccozzi, ha già avviato progetti molto importanti che riguarderanno anche la città dell’Aquila.  

Esponente dell’arte informale internazionale, ad oggi i lavori di Ciccozzi sono esposti in importanti musei e fondazioni e sedi istituzionali. Secondo le parole di Rosario Sprovieri del M.i.C dii Roma, che si rifà a Bacchilide di Ceo: “sempre nell’arte uno imita l’altro: il difficile è trovare la strada per dire cose mai dette”. Ebbene Ciccozzi lo fa compiendo le sue sperimentazioni come un “singolare alchimista”. 

Da poco stata pubblicata “La Divina commedia” edita da Chartesia in cui sono presenti tre sue opere già da tempo commissionate dalla stessa casa Editrice.

 


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