Chieti, superbonus: scoperte indebite cessioni di crediti d’imposta

Nell’ambito dell’attività di prevenzione nel settore dei bonus edilizi della guardia di finanza

di Redazione | 08 Novembre 2022 @ 08:44 | CRONACA
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CHIETI – Nell’ambito dell’attività di prevenzione nel settore dei bonus edilizi, che ha portato a  la guardia di finanza di Chieti ha monitorato oltre 400 cantieri, per i quali sono stati richiesti crediti d’imposta per oltre 30 milioni di euro, ricostruendo le dinamiche fraudolente attuate da un general contractor campano il quale, utilizzando i dati fiscali di un ignaro contribuente (mediante ‘alchimie’ informatiche e pretestuosi preventivi e studi di fattibilità) accedeva al cassetto fiscale del potenziale beneficiario per certificare crediti inesistenti; va da sé che il contratto non è mai stato perfezionato e né tantomeno avviato il cantiere. Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria.

Parallelamente, in considerazione del fatto che la vigilanza sulla correttezza delle procedure in materia di superbonus edilizi è stata affidata in via preminente alla guardia di finanza ed all’agenzia delle entrate, le fiamme gialle di Chieti hanno avviato un percorso di collaborazione con la locale direzione provinciale con l’obiettivo di intercettare, all’origine, e bloccare, di conseguenza, i crediti inesistenti attraverso sopralluoghi sui cantieri volti a riscontrare l’effettiva esecutività dei lavori. Nei confronti degli oltre 400 cantieri controllati, in quanto riconducibili ai bonus richiesti, sono emerse anomalie che, seppur non immediatamente espressive di fenomeni fraudolenti sono al vaglio specifici approfondimenti in corso di definizione da parte dei finanzieri.

“Il Corpo è un presidio esclusivo contrasto alle frodi in materia di crediti d’imposta (es. bonus edilizi ed energetici) – spiega il comandante provinciale Michele Iadarola – al fine di garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e le imprese. Lo sperpero o l’illecita apprensione di risorse destinate agli investimenti frena lo sviluppo del Paese e della provincia in particolare”.

 

 


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