Chiesa dei Gesuiti, procedono i lavori da 3milioni di euro

di Cristina D'Armi | 06 Febbraio 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
Chiesa dei Gesuiti
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L’AQUILA – Chiesa dei Gesuiti. Sono ancora in corso i lavori della Chiesa di Santa Margherita, anche nota come Chiesa dei Gesuiti o del Gesù. Consultando il sito di Opendata ricostruzione risultano richiesti e finanziati 3milioni di euro per i lavori di consolidamento e restauro, di cui erogati 2milioni 725mila 813 euro.

Tale cifra, però, è diversa rispetto a quelle contenuta all’interno della scheda del Cup di riferimento dove l’ammontare è più del doppio, precisamente a euro 6milioni e 100.

Gli interventi andranno a riparare i danni subiti dall’edificio in seguito al forte terremoto del 6 aprile 2009. L’edificio ha riportato una lesione longitudinale della volta a botte della navata, oltre a lesioni e crolli dei contrafforti laterali e della torre campanaria; lesioni della parete dell’abside e crollo della parte sommitale.

Lesioni di grave entità hanno interessato anche le pareti laterali delle cappelle mentre le volte della parete dell’abside sono crollate. La parete d’ingresso ha subito il distacco della volta.

La Chiesa dei Gesuiti

deve la sua realizzazione agli abitanti del castello di Forcella, che contribuirono così alla fondazione della città nel XIII secolo. A partire dalla fine del 500, l’intera area fu oggetto di un vasto progetto di rinnovamento urbanistico. Dopo tre proposte, si arrivò alla finale. La facciata è priva di rivestimento con la sola parte basamentale completata con la massiccia zoccolatura in pietra. Questa caratteristica la rende unica nel panorama dell’architettura religiosa aquilana. Al centro della facciata si apre  il  portale d’ingresso a timpano sormontato, in asse, da una grande finestra rettangolare. Sulla sinistra l’edifico religioso è affiancato da una torre campanaria corrispondente alla parte terminale di Palazzo Camponeschi.

L’interno, mentre,  si presenta maestoso, a navata unica con volta a botte e tre cappelle per lato separate da doppie paraste in ordine corinzio. Sulle volte e sulle pareti delle cappelle sono visibili affreschi di Lorenzo Berrettini e Girolamo Cenatiempo e quadri di Pietro Damini e Gregorio Grassi. L’impianto cinquecentesco, presenta una decorazione barocca aggiunta durante il completamento dell’edificio. Il vano absidale, non completato,  La parte terminale della sala si conclude bruscamente in una parete diaframma, scelta causata dal non-completamento del vano absidale. Di maggior pregio è  la controfacciata che presenta  un organo a cantoria poggiato su tre esili colonne in marmo.

Nella chiesa dei Gesuiti sono state qui trasferite le spoglie di Sant’Equizio, uno dei quattro protettori della città, dopo il crollo della chiesa di San Lorenzo di Pizzoli dove erano precedentemente custodite.

 

 

 


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