Chi chiude le scuole all’Aquila? Bagarre in III commissione, ma anche nei Tar

di Alessio Ludovici | 12 Novembre 2020 @ 06:10 | POLITICA
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L’AQUILA – Nervi tesi nella terza Commissione consiliare del Comune, quella Affari sociali, che avrebbe dovuto, ieri pomeriggio, fare il punto sull’ex Onpi e invece si è dilungata a discutere di scuole, individuate come il principale veicolo di contagio a questo punto. Se le superiori sono chiuse, rimangono aperte medie, primaria e infanzia e alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, sono tornati a chiedere l’immediata chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Chiedere a chi? Lo scontro è stato soprattutto su questo, posto che tutti i consiglieri si sono detti estremamente preoccupati e in linea di massima d’accordo con la proposta di una risoluzione per farlo, avanzata dal consigliere Mancini. La questione era già finita in consiglio comunale e ieri si è ripresentata. Alla richiesta di chiudere le scuole il sindaco aveva opposto gli ultimi dpcm che ne affidavano la competenza al Governo, salvo i plessi con casi conclamati dalle istituzioni sanitarie. Oggi la richiesta è stata reitarata più e più volte, e anche oggi la risposta è stata la stessa. Non è intervenuto l’assessore con la delega Bignotti. Non rientra nelle prerogative dei sindaci chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Si è quindi chiesto di farlo a Marsilio. Ma non è cambiato molto, la questione anche da un punto di vista delle regioni è tutt’altro che chiara.
Alcune, Puglia e Campania, hanno provveduto con proprie ordinanze. Ordinanze subito impugnate dall’Avvocatura dello Stato, su mandato del Governo, che non vuole demandare le decisioni sulle scuole, a dispetto di quanto aveva inizialmente dichiarato. Il Tar di Bari ha accolto la richiesta di sospensiva del Governo, quello di Lecce ne ha negata una avanzata dal Codacons. Non va meglio in Campania, un Tar aveva ritenuto legittima l’ordinanza di De Luca, in appello il Consiglio di Stato il CdS pur non sospendendo la chiusura ha ordinato, alla Regione Campania, con il Decreto n. 6453 del 10 novembre, “il deposito dei dati e della documentazione scientifica, acquisiti dall’Unità di Crisi regionale nel periodo 3-5 novembre nonché i dati scientifici/medici prognostici sull’effetto positivo della sospensione scolastica in presenza ai fini della contrazione del contagio su cui l’ordinanza regionale era basata”. La Puglia è in zona arancione come l’Abruzzo, e del resto neanche in zona rossa l’ultimo quadro normativo nazionale prevede la chiusura di materne e asili.
Un vero caos, ben rappresentato dalle dichiarazioni dei parlamentari pugliesi: “Non si capisce più nulla”. E non si è capito nulla nemmeno ieri in Commissione che avrebbe dovuto di discutere dell’Onpi, ne sarà convocata un’altra a strettissimo giro proprio per affrontare il tema scuole e l’altro, avanzato dal commissario Albano del Pd, della trasparenza dei dati epidemiologici. E’ evidente che la questione scuole va comunque chiarita a livello nazionale e che il consiglio comunale e le autorità politiche del territorio potrebbero farsi carico della richiesta di tale chiarimento.

LA QUESTIONE DATI – Di certo ci sarà bisogno di fare un minimo di chiarezza sui dati, possibilmente senza urla e continui richiami a una sorta di fine imminente della civiltà che non aiutano la discussione né il cittadino che dalle istituzioni in questo momento cerca soprattutto elementi di sicurezza e certezza. Sono due i problemi sui dati sollevati da Albano: non esiste un bollettino della Asl provinciale che scorpori quindi il dato territoriale da quello regionale. L’altro è il tracciamento. Il tracciamento, da potenziare, sembra sempre più difficile, la speranza chiaramente è che le restrizioni degli ultimi dpcm rallentino comunque la curva e permettano di venire a capo dei focolai in città, l’ultimo proprio quello dell’Onpi.

CENTRO SERVIZI ANZIANI – Tornando all’ordine del giorno della commissione di ieri, la situazione dell’ex Onpi è di 11 positivi, al momento sembrerebbe tutti asintomatici, sia i 5 operatori che i 6 ospiti. C’erano delle persone sintomatiche, ha chiarito la Presidente Bafile, che però sono risultate al momento negative. Un altro giro di tamponi verrà fatto a fine settimana. La Bafile ha fatto il punto sull’attività di questi mesi, i primi screening sono cominciati in agosto e fino alla settimana scorsa non c’erano stati casi di positività. Ovviamente a complicare le cose ci sono i tempi di refertazione. Un’altra criticità posta dalla Bafile è stata quelle della richiesta di screening periodico alla Asl, al momento la struttura si rivolge a privati, in quanto personale sanitario, ma si attendono risposte dall’azienda sanitaria. Protocolli rigidissimi erano stati adottati sia per il personale interno che per gli appaltatori, la struttura era stata chiusa alle visite prima ancora dei provvedimenti regionali e nazionali e ancora prima le visite erano comunque possibili solo in sicurezza. 


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