Checkmate! Un mito da sfatare

di Redazione | 20 Dicembre 2021 @ 06:33 | CHECKMATE
Un mito da sfatare. I bridgisti
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Checkmate! Un mito da sfatare. In italiano si chiama compressione, ma i bridgisti amano il termine inglese squeeze. È quasi onomatopeico: fa pensare ad un tubetto di dentifricio spremuto.

Consiste nel costringere un avversario a scartare una carta che prenderebbe su una nostra perdente, che dopo tale scarto diviene vincente. Nella terminologia del gioco sono chiamate minaccia (la perdente che può essere promossa a vincente) e custodia (la vincente che controlla la minaccia).

Schiacciare l’avversario in modo da costringerlo a scartare una custodia richiede che egli non abbia nessuna altra carta da giocare: deve esserci stata la cosiddetta rettifica del conto, che consiste nell’aver già ceduto le prese necessarie ad arrivare alla situazione di “tutte meno una”: ci manca solo una presa per la realizzazione del contratto e siamo a book, vale a dire che non possiamo più perdere nulla, altrimenti andiamo down (lo squeeze è uno dei giochi di fine mano).

Serve inoltre una vincente che costringa l’avversario preso di mira allo scarto suicida: questa carta è la comprimente. La mano di fronte alla comprimente deve avere invece la possibilità di fornire una carta non compromettente, dello stesso colore o di altro, ma inutile o divenuta tale dopo lo scarto dell’avversario: si parla di scarto libero o condizionato

Ho appena riassunto il meccanismo dello squeeze, che è ritenuto un gioco da esperti, capaci di una completa lettura delle mani nascoste, quindi inaccessibile al principiante. Questo è il mito da sfatare.

In molti casi la compressione è un fatto automatico, che non richiede la conoscenza delle mani avversarie né il conto dei loro scarti. Giunti a book, basta giocare le proprie carte in un certo ordine e vedere solamente se la carta che controlla una nostra minaccia viene scartata. Il campione Franco Di Stefano insegnava ai suoi allievi “quando sei a book, gioca tutte le tue vincenti immediate; può darsi che un palo inizialmente non ben diviso, alla fine lo diventi.”

Vi mostro due esempi da libro di compressione automatica, realizzabile da qualsiasi principiante.

Mano S1

Nella mano S1, contratto 7 SA (si è a book sin dall’inizio, niente rettifica), dopo l’attacco di J di Picche, si realizzano le 13 prese se i resti del colore di Fiori sono ripartiti 3-2, oppure la Q di Cuori è seconda e cade sotto la battuta di A e K, promuovendo a vincente il J del colore. Al principiante basta sapere una cosa: se è a book ed il successo dipende da una caduta o da un affrancamento di lunga, deve anticipare la battuta mirante a far cadere la custodia e solo dopo incassare tutte le vincenti immediate, per poi procedere, alla fine, al tentativo di affrancamento.

Nella mano d’esempio, la quarta carta del colore lungo (Fiori) non è vincente perché i resti sono ripartiti 4-1 e la Q di Cuori non è in caduta sotto A e K; però tale Q è nella stessa mano che possiede la quarta di Fiori, per cui esiste la situazione di compressione automatica, se il dichiarante procede con il giusto timing. Preso l’attacco, incassa A e K di Cuori, poi tutte le vincenti di Picche e di Quadri per poi passare alla verifica della buona ripartizione delle Fiori. A quattro carte dalla fine il dichiarante ha in mano la minaccia isolata J di Cuori ed al morto la minaccia comunicante della quarta Fiori. Il difensore con le due custodie, costretto a restare con solo quattro carte, si trova nella situazione del tubetto di dentifricio schiacciato. Per conservare le quattro Fiori dovrebbe scartare la Q di Cuori; per conservare la Q di Cuori dovrebbe scartare una Fiori, restando con tre; qualunque cosa scelga, una minaccia si trasforma in vincente: o il J di Cuori o la quarta Fiori.

Mano S2

Nella mano S2, contratto 6 SA, attacco di Q di Picche, la dodicesima presa può venire dall’affrancamento della quarta Cuori o della quarta Quadri, se i resti di almeno uno dei due colori sono ripartiti 3-3 (se lo fossero entrambi, ci sarebbero addirittura tredici prese immediate). Ma per maggior sicurezza, al dichiarante conviene mettersi a book e può farlo lisciando l’attacco e prendendo il ritorno del colore. Il principiante può anche non saperlo, ma ha realizzato una rettifica del conto. In presa alla seconda levée con l’Asso di Picche, deve rispettare il consiglio di Di Stefano: incassa le quattro vincenti di Fiori, arrivando ad un finale a sette carte. Nessun avversario può conservare quattro carte sia a Cuori che a Quadri: se le due quarte sono nella stessa mano, alla sesta levée si è verificato uno squeeze automatico, per cui un colore che inizialmente era mal ripartito inizialmente, non lo è più alla fine. Il contratto si realizza se i resti delle Cuori o delle Quadri sono ripartiti 3-3, ma anche se le due lunghe si trovavano nella stessa mano.

In molti casi lo squeeze non è difficile e può essere tentato anche dal principiante che abbia imparato il concetto di rettifica del conto ed il giusto timing della compressione automatica.


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