Checkmate! Un Campionato del mondo di scacchi che scrive la storia

di Enrico M. Rosati | 17 Dicembre 2021 @ 06:00 | CHECKMATE
Checkmate Nepo Magnus
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Il Campionato del mondo di scacchi è probabilmente l’evento più atteso tra gli amanti di questo sport per due principali motivi: 

  1. È una lotta artistica tra menti che, utilizzando la scacchiera come fosse una tela, realizzano delle vere e proprie opere d’arte, tra crolli psicologici e opportunità mancate. A oggi, come visto nell’intervista con il CM Ottavio Luigini, gli scacchi sono dominati dalla presenza di computer nella preparazione, ed è affascinante vedere la personalità e il carisma dei giocatori una volta che questa viene a meno e la creatività fa la differenza tra una vittoria e una sconfitta.
  2. I retroscena sono spesso così assurdi da rendere la lotta ancora più coinvolgente ed entusiasmante. 

Amo il momento in cui rompo l’ego di un uomo
Bobby Fischer

La lotta tra Magnus CarlsenIan Nepomniachtchi rimarrà nella storia per vari motivi, principalmente il fatto che in questo match sono state giocate la partita più accurata la partita più lunga in un campionato del mondo di scacchi. Eppure, a distanza di qualche giorno dalla fine dell’evento, i retroscena continuano a mettere in luce la sfida tra i due grandi maestri. 

La presenza di un Russo, Daniil Dubov – che in passato ha lavorato con Nepo – nel team Carlsen

Come già accaduto in passato, per molto tempo il campionato del mondo di scacchi non è stato percepito dal pubblico solo come uno scontro tra due menti, ma anche nazionalità. Fondamentale è il ruolo giocato dalla provenienza nella partita tra Fischer e Spassky nel 1972 o Korčnoj e Karpov nel 78. 

Lo stesso Nepomniachtchi in un’intervista rilasciata a chess.com ha dichiarato di aver sentito una fortissima pressione di riportare il titolo di campione del mondo in Russia. Un ex contendente al titolo, e parte del suo team, Sergej Karjakin ha accusato Dubov di essere stato scorretto. 
Quest’ultimo ha risposto immediatamente alle accuse che a suo dire, il campionato è una sfida tra due persone, e non nazionalità. 
Sulla questione lo stesso Ian si è espresso, dicendo che avrebbe preferito che Dubov, avendo lavorato per molto tempo nel suo team, fosse rimasto neutrale, per poi aggiungere “c’è da dire che le occasioni più promettenti di arrivare a un vantaggio le ho avute in posizioni consigliate da Daniil, quindi, credo che il mio team non possa che rallegrarsi del suo lavoro con Magnus. A conti fatti ci ha fatto un favore”

Nessun Grande Maestro è normale… La differenza fra loro è il diverso tipo di follia.
Viktor Korčnoj

Carlsen ha toccato un pezzo e ne ha mosso un altro

Molti si sono appassionati, o riavvicinati, al mondo degli scacchi grazie alla serie tv La Regina degli Scacchi (o se proprio si vuole essere scrupolosi e usare la traduzione corretta del titolo originale, Il Gambetto di Donna) in cui alla protagonista viene ricordata la regola fondamentale di ogni partita a scacchi prima del suo debutto in un torneo: tocchi pezzo, muovi pezzo. 
Infatti negli scacchi l’unico modo per poter toccare un pezzo senza essere obbligati a muoverlo in seguito è specificare (anche qualora l’avversario non sia al tavolo) la chiara intenzione di aggiustare i pezzi, cosa che non è accaduta nel caso del campione del mondo in carica. 

Il Gambetto di donna

Su questo fatto ci sono state varie voci, molti infatti si sono schierati dalla parte di Magnus, altri si sono chiesti cosa stessero facendo gli arbitri durante quella che potrebbe essere definita una violazione delle regole. 
A riguardo, sia Carlsen che Nepomniachtchi hanno avuto modo di dire la propria. 
Il primo infatti ha risposto a una domanda durante la conferenza stampa dopo la partita dicendo “non credo sia il caso di discutere di queste sciocchezze”.
Il secondo, nell’intervista a Chess.com, ha dichiarato che si aspetterebbe un’attenzione maggiore da parte degli arbitri su simili violazioni. 

Il gioco degli scacchi è un gioco di combattimento che è puramente intellettuale ed esclude il caso.
Richard Réti

La recente dichiarazione di Carlsen su un possibile abbandono del campionato 

In un’intervista con il suo sponsor Unibet, e precisamente con il suo omonimo e amico Magnus Barstad, Carlsen ha dichiarato: “Per coloro che si aspettano che io giochi il prossimo match mondiale, la possibilità che restino delusi è molto alta“. E, parlando del match con Nepomniachtchi: “Mi è stato chiaro per gran parte dell’anno che questo sarebbe stato l’ultimo. Non ha più, per me, lo stesso significato di una volta. Non sento che le cose positive abbiano superato quelle negative, volevo solo dare il massimo“. 

Siamo il risultato delle nostre mosse migliori 
Motto Campionato del mondo di scacchi 2021

In conclusione, vi pongo una domanda. 
Collaborereste mai nel team di un gran maestro che vuole sfidare un connazionale?

 


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