Checkmate! Le regole del Bridge

A cura di Francesco Splendiani

di Redazione | 29 Novembre 2021 @ 06:35 | CHECKMATE
Regole del bridge
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Come funziona il Bridge? 

Gli articoli che parlano di bridge li leggono solo i giocatori di bridge. Ma qualche volta no. È bello scrivere di questo gioco, ma va tenuto presente che forse c’è un lettore che non lo conosce: tenterò di spiegarlo in poche parole. Il bridge è un gioco di carte solo se il tennis è un gioco di palline. Altrimenti è uno scontro tra due coppie di cervelli che si realizza attraverso un mazzo di carte francesi.
Si svolge in quattro fasi: distribuzione, dichiarazione del contratto, gioco delle carte e registrazione
del punteggio.

  1. Prima fase:  Su un piccolo tavolo, attorno al quale siedono quattro giocatori, le 52 carte vengono distribuite, una alla volta, in senso orario, fino a che il mazzo si esaurisce. Ogni giocatore, che siede in faccia al compagno (le coppie si chiameranno Nord-Sud ed Est-Ovest), raccoglie tredici carte che ordina per seme e per rango. Il mazzo francese ha quattro semi, o colori: picche, cuori, quadri e fiori (corrispondenti alle italiane spade, coppe, denari e bastoni). Il rango è quello del poker: Asso carta maggiore, poi Re (K di King), Donna (Q di Queen), Fante (J di Jack), e di seguito dal 10 al 2. Anche i semi hanno un loro rango, detto sopra; se nel poker si ricorda “Come Quando Fuori Piove”, nel bridge l’ordine cambia in “Piove Come Qua Fuori”. Silenzio per qualche secondo: ognuno valuta le sue tredici carte, per ripartizione dei colori e quantità di carte figurate; la ripartizione la identifica con quattro numeri che sommati portano al fatidico tredici (4+3+3+3, 5+4+3+1, 5+3+3+2 ecc.) e alle carte alte dà un punteggio (A = 4, K = 3, Q = 2, J =1) la cui somma indica la forza in punti onori (il totale delle quattro mani è 40, la media perfetta è di 10 punti ciascuno). Ora sa se la sorte gli ha dato una mano debole, media o forte, e  pensa a come spiegarlo al compagno.
  2. La seconda fase è la dichiarazione: con rotazione in senso orario, iniziando da chi ha distribuito le carte, i giocatori dicono “Passo” oppure un numero da 1 a 7 associato ad un seme, con le regole dell’asta (da qui i termini licita e licitazione): sempre a salire, fino a quando tutti passano e l’ultima proposta è la vincente. In questa specie di costruzione a sette piani esistono cinque dichiarazioni per livello, secondo il rango dei semi e con un quinto colore virtuale: il sans atout (SA) che si pone al di sopra delle Picche. L’ultima licita costituisce il contratto: la coppia dovrà fare tante prese, oltre alle prime sei, quante dette dal numero dell’ultima dichiarazione, che ha anche fissato l’atout (l’italiana briscola) di quella mano. Il contratto può essere a sans atout (si gioca come nel tressette col morto, con 13 carte anziché 10) o a colore. Un contratto di Due Picche impegna a fare otto prese (2 + 6), essendo picche il colore d’atout.
  3. Inizia la terza fase: il giocatore alla sinistra di chi per primo ha dichiarato l’atout inizia il gioco intavolando la carta che vuole ed il secondo in rotazione scopre le sue carte, ordinandole di fronte al compagno che comanderà quali giocare ad ognuno dei tredici turni. Questo giocatore ora è il morto, in questa smazzata, e resterà zitto e buono perché sarà solo il suo compagno, il dichiarante, a decidere le carte da giocare. Poche regole: obbligo di rispondere nel seme intavolato per primo, giocando a turno ed in rotazione; la presa è vinta dalla carta più alta, chi non risponde non prende, a meno che non presenti un atout; la mano della carta vincente inizia il turno successivo. Il numero di prese fatte si conta per coppia, non per giocatore.
  4. Quarta fase: in base al contratto della mano, rispettato o caduto, c’è un punteggio per la coppia in attacco (del dichiarante) oppure per quella in difesa. Il modo di calcolare il punteggio, a favore di una sola coppia, ha diverse variabili, ma la principale è relativa al livello del contratto ed alle prese fatte, con un certo seme come atout. Prima dell’era del Burraco, nelle confezioni delle carte francesi c’era una carta in più (oltre ai due Jolly, che nel bridge non si utilizzano) con il punteggio di ogni contratto o delle penalità (punti a favore della difesa) per quelli non rispettati.

Per oggi fermiamoci qui: può essere sufficiente per capire cosa sta avvenendo ad un tavolo di
gioco o per esaminare un problema di bridge.


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