Checkmate! FIDE, chiuse le candidature a Presidente

di Enrico M. Rosati | 10 Giugno 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
FIDE
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Il mondo degli scacchi è noto per essere pieno di tensioni e colpi di scena, e mentre sulla scacchiera vige la trasparenza, qualcuno afferma che ciò non succede nella FIDE. La FIDE, acronimo di Fédération Internationale des Échecs, è la principale federazione scacchistica nel mondo e recentemente è finita sotto la lente mediatica a causa del fatto che il Presidente Arkady Dvorkovich è un uomo davvero molto vicino a Putin, ed alcuni dei tweet di Arkady hanno fatto pensare ad un supporto velato all’invasione dell’Ucraina. Gli scacchi sono uno sport fondamentale per l’identità russa così come l’identità degli scacchi – anche solo considerando i campioni del mondo più recenti – non può che includere nomi sovietici. 

Chi sono i candidati a Presidente?

  • Arkady Dvorkovich che nel suo team ha un giocatore che viene reputato tra i migliori mai esistiti, Viswanathan Anand
  • Andriy Baryshpolets, così come si è evoluto il conflitto tra Russia ed Ucraina, lo stesso accade all’interno della FIDE. Questo GM Ucraino si è candidato per confrontarsi con l’attuale presidente. 
  • Inal Sheripov
  • Enyonam Fumey

La Geopolitica negli scacchi, scontro tra visioni

Indubbiamente, il conflitto più acceso è tra il Presidente russo ed il candidato Presidente ucraino, che nel suo team ha Peter Heine Nielsen, headcoach di Magnus Carlsen, di conseguenza si può immaginare un forte supporto ed influenza da parte del campione. Carlsen oltre ad essere uno dei migliori giocatori di scacchi di sempre è anche una personalità il cui carisma ed imprenditorialità nel mondo degli scacchi rimane senza pari, basti pensare alla rilevanza che giocano attualmente tornei come il Norway Chess o app come AimChess. Lo scontro politico tra il Campione del mondo di scacchi e il Presidente della FIDE non è una novità, anzi, succede molto spesso, basti pensare alla faida tra Florencio Campomanes Garry Kasparov

Come facilmente immaginabile, la questione Russia – Ucraina è al centro del discorso, infatti Nielsen durante la trasmissione di Chess24 del Norway Chess ha rilasciato un’intervista affermando che il mondo scacchistico è stanco della presenza Russa e vuole demolirne lo status quo mandando a casa Arkady

Uno dei punti salienti – oltre alla nazionalità del Presidente attuale FIDE – è il peso che si vuole dare alle nazioni che fanno parte della federazione. Infatti, Andriy Baryshpolets ha twittato questo: 

With all my personal respect to all the member federations and commitment to the idea of the global promotion of chess, I reckon that all the member federations should not have the same voting power in electing FIDE governing bodies. It is unfair that a federation comprising ten rated players total has the same one vote as a federation comprising thousands and having more than 100 players with ELO 2400+. Such a distortive electoral system has been leading to the election of a President that does not represent the will of the majority of chess players.

Il messaggio è chiaro, secondo il candidato alla Presidenza non tutti i paesi devono avere lo stesso peso quando si tratta di decidere, infatti reputa scorretto che nazioni con 10 giocatori classificati abbiano lo stesso peso di un’altra nazione che ne ha oltre 100. Un sistema elettorale che secondo Baryshpolets è distorto e non rappresenta a pieno la maggioranza dei giocatori di scacchi. Al contrario, uno dei punti salienti del mandato di Arkady è stato introdurre più nazioni possibili all’interno della federazione, indipendentemente dal numero di giocatori classificati, garantendo un voto di pari valore rispetto a quello di altre nazioni come la Russia e gli Stati Uniti. 


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