Checkmate! Cronache di scacchi con il Maestro Ottavio Luigini

a cura di Enrico Matteo Rosati

di Redazione | 05 Novembre 2021 @ 07:01 | CHECKMATE
Scacchi Ottavio
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Checkmate scacchi

L’AQUILA  –  Ottavio Luigini è uno degli scacchisti che ha vissuto, per oltre trenta anni, l’atmosfera Aquilana di questo meraviglioso sport. In uno dei suoi articoli, difatti, scrive

“Negli anni ’80, quando a L’Aquila non c’era un circolo stabile ma ci si vedeva dietro a Palazzo Carli (il Rettorato, per intenderci) al leggendario Bar Eugenio. In questo bar sono passato tantissimi scacchisti e i miei ricordi sono legati a fortissimi giocatori quali Sergio Amadesi, professore di fisica dell’Università dell’Aquila oramai non più tra noi, il veterinario Francesco Splendiani, scacchista eclettico e persona dai mille interessi, Nicola Pienabarca, medico trasferitosi a Roma e tuttora forte giocatore, Mauro Cerasoli, docente di matematica sempre presso l’Università dell’Aquila e tanti altri scacchisti che sono stati avversari temibili per chiunque.” 

Con una dialettica puntuale e chiara è in grado di far capire le nozioni più difficili anche a persone alle primissime armi, ha un rango di candidato maestro ma per molti concittadini lui è il maestro. La conversazione ha inizio trattando il tema dell’evoluzione degli scacchi a L’Aquila, ed è utile menzionare che attualmente il CM Francesco Splendiani tiene lezioni ogni lunedì alle 17.30 presso il Maneggio Centro Ippico Aterno 2. Se interessati il numero di telefono è 3476243739. 

La prima placca pienamente uno dei dilemmi che ha incuriosito chiunque si sia avvicinato a questo sport. Gli scacchi sono un gioco per persone intelligenti oppure attraggono le persone intelligenti? O ancora, sono forse gli scacchi a rendere intelligenti?

Ci sono degli studi che dimostrano che nelle giuste condizioni gli scacchi posso incrementare le capacità cognitive.

Come è cambiato il gioco degli scacchi nel tempo?

Giocare a scacchi è cambiato nel tempo in tre modalità

  1. Teoria delle aperture, in quanto più si gioca più si conosce il gioco, con il passare del tempo le aperture sono diventate quasi una scienza esatta. Molte linee sono un giudizio chiaro, giocando una variante sai già a 20 mosse di differenza chi sia più avvantaggiato nella partita, per questo di rado vedi maestri che si addentrato in aperture già conosciute nelle quali il gioco pende decisamente dalla parte di uno dei contendenti. Rispetto a prima, i giocatori conoscono meglio le aperture e rischiano molto di meno. Quindi il vero discrimine è che c’è un rischio molto più basso di commettere errori, l’intera preparazione all’inizio partita ormai si effettua con computer. 
  2. Molta più preparazione casalinga, prima non essendoci i computer bisognava studiare sui libri e c’era un’elevata possibilità d commettere errori, che sono ciò che rendono le partite più vive, ma in generale nella nostra vita oserei dire che sbagliare ci rende più unici ed interessanti, non è un concetto che si applica unicamente al mondo scacchistico.
  3. I principi teorici sono cambiati nell’arco del tempo in quanto alcune persone, che hanno stabilito le regole, hanno dato delle definizioni precise e di conseguenza hanno indirizzato il gioco verso una visione scientifica. Ad oggi quelle regole che sembravano granitiche, tipo che per condurre una partita bisognava seguire per forza dei dettati teorici, vengono a volte infrante. Oggi vedi dei procedimenti che stravolgono le regole ma che con lo studio via computer risultano efficaci. 

Mi sembra di capire che gran parte di questo cambiamento sia dovuto allo sviluppo tecnologico e l’adozione, nella preparazione, dei computer

Ovvio, il computer non segue le regole, detta la sua versione, ma anche in questo caso bisogna fare delle distinzioni. Oggi ci sono 2 tipi di software che hanno filosofie completamente diverse tra loro, e ovviamente uno stile di gioco non equiparabile. 

  1. i sistemi neurali che auto apprendono giocando un numero di partite elevatissime, così facendo capiscono le regole e si perfezionano con la pratica. Il software più forte di questo tipo è Leela Chess 0 (LC0)
  2. L’altro tipo di macchine sono software che basano il gioco sul calcolo puro, quindi viene calcolato matematicamente l’ordine di mosse con la migliore probabilità di ottenere un vantaggio netto sull’avversario. Un esempio è il supercomputer IBM chiamato Deep Blue che ai suoi tempi batté l’allora campione del mondo Kasparov, giocatore che per molti ad oggi rimane il più forte mai esistito, e la versione più forte di questo tipo di computer attualmente è Stockfish.

Quale dei due predomina sull’altro?

Mah, guarda, son proprio cose diverse. Quando Leela Chess Zero è stata introdotta nel panorama scacchistico ha giocato contro Stockfish vincendo in modo convincente, e ai tempi venne dichiarato fosse il più forte. Ma va detto che quella versione di Stockfish era l’8, ad oggi siamo già alla 14, molto è cambiato da allora, e la forza bruta di Stockfish è ancora predominante su qualsiasi altro software. 

Tra uomo e computer invece? Abbiamo delle chance di batterli?

Il computer ad oggi è molto più forte dell’uomo. Guarda, prova a vedere la scacchiera come se fosse un orizzonte, o un tramonto, il computer vede tutto entro quell’orizzonte, mentre l’uomo vede poco. L’uomo, tuttavia, vede qualcosa oltre l’orizzonte, mentre la macchina no. Solo l’uomo ha la genialità nel vedere una strategia o un piano geniale che possa risultare vincente, questo ancora è un limite dei software. Purtroppo – aggiunge con una risata – prima che ci arii all’orizzonte, ju computer te frega. Un altro limite dei computer è questo, un software può valutare come buona un’opzione anche a distanza di quaranta mosse prima, ma non è detto che una volta arrivati alla quarantesima mossa abbia la stessa valutazione di quando l’aveva prevista. In questo caso il software potrebbe anche cambiare drasticamente la valutazione da buona a pari o, in alcuni casi, a cattiva. Questo accade soprattutto in quelle posizioni in cui la valutazione razionale e matematica della macchina non è sufficiente a cogliere lo spirito della posizione raggiunta.

Hai degli scacchisti ai quali ti ispiri? O dai quali hai ripreso elementi per il tuo stile di gioco?

Karpov, indubbiamente, tifavo per lui. Ma il mio stile di gioco non si basa su di lui, gioco in modo che potrei definire sui generis, stilisticamente non totalmente definito. Inoltre ripeto che a causa del fatto che ora le partite sono basate sul non commettere errori e sul livello di preparazione a tavolino con i software non impazzisco per gli scacchi di oggi.

Domanda che non posso non farti, si avvicina il Campionato del mondo di Scacchi 2021, chi credi che vincerà a Dubai?

Beh, Carlsen è più forte ma ci sta che ci sia la sorpresa. Alekhine nell’affrontare Casablanca veniva dato per sconfitto, eppure ha vinto, tutto è una sorpresa!


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