Checkmate! Cronache di Scacchi con Evgenij Margolin

di Enrico M. Rosati | 31 Dicembre 2021 @ 06:42 | CHECKMATE
Evgeny Nepo
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Per questo episodio di Cronache di Scacchi ho avuto la possibilità, e fortuna, di intervistare Evgenij Margolin, direttore della Nepo School, scuola di scacchi del GM Ian Nepomniachtchi. Evgenij è una persona estremamente carismatica, che con simpatia e professionalità mi ha parlato del progetto che portano avanti,  dal processo di selezione dei maestri sino alle ambizioni future della scuola. 

Ricevete molte candidature di persone che vogliono insegnare nella Nepo School

Abbiamo la fortuna di ricevere moltissime candidature anche da parte di maestri esperti, tanto che alcune vengono rigettate per mancanza di allievi, cosa che nel mondo di scacchi è atipica. Di solito, infatti, funziona al contrario, c’è mancanza di maestri.
Le persone che scegliamo hanno anni di esperienza alle spalle e il processo di selezione avviene infatti solo in alcuni casi, i maestri che vengono scelti infatti sono persone già formate, hanno confidenza con dei libri con i quali insegnano già da anni e di conseguenza il processo di selezione diventa un incontro in cui condividiamo la nostra conoscenza ed apprendiamo reciprocamente. 

Come vengono selezionati i maestri che insegnano nella Nepo School? 

Il processo di selezione inizia con una chiacchierata, parlo con loro sul metodo che utilizzano per insegnare e chiedo che mi mandino un video in cui insegnano. Ovviamente, non con tutti, abbiamo dei maestri che hanno oltre 40 anni di esperienza e che hanno avuto molti studenti che in seguito sono diventati Grandi Maestri, quindi nemmeno me la sento di suggerire loro delle letture o consigliare metodi di insegnamento, anzi dovrei essere io ad apprendere da loro. Con questi maestri – aggiunge sorridendo – l’unica vera difficoltà è insegnargli ad usare zoom o aprire una scacchiera mentre si è in chiamata per poter entrare nel dettaglio di alcune posizioni. 

Quali sono state le fasi del progetto Nepo School? E le sfide? 

A causa della pandemia, che ha reso estremamente difficile insegnare ai ragazzi di persona, abbiamo cambiato i paradigmi della scuola di scacchi classica creandone una online. Ad essere sincero a me piace molto questo format perché permette di avere nella scuola ottimi maestri anche se non vivono a Mosca. E’ molto più facile, infatti, arricchire di competenze lo staff del progetto in quanto queste possono vivere ovunque nel mondo. 

Come è iniziato il progetto? Credo che abbia avuto inizio un pochino come molte altre aziende russe, cercando degli investitori che siano amici di Ian o fan degli scacchi che possono aiutare. Come presumibile, infatti, Ian non ha sempre tempo per gestire la scuola in prima persona, ma ci segue con interesse. 

State considerando l’idea di avere un posto fisico? 

Ci stiamo pensando, si, ma ad essere sincero noi abbiamo davvero molte idee, infatti oltre ad insegnare ai bambini o adulti offriamo dei pacchetti per le aziende e multinazionali come IT Corporations e banche. Inoltre a noi piacerebbe, nel futuro, avere un posto nostro come il World Chess Club a Mosca, che è un bar in cui puoi sederti, prenderti un drink e giocare a scacchi. 

Wow! Quindi ci sono banche ed aziende che vi chiedono di fare dei programmi di scacchi? 

Si – aggiunge con una risata – noi lavoriamo anche con delle università per fare dei corsi che coniugano il mondo degli scacchi e quello lavorativo, ad esempio in che modo gli scacchi aiutano a sviluppare management skills o influenzano il processo di decision-making. Gli scacchi sono utili ovunque, non solo sulla scacchiera. 
Inoltre noi stiamo lavorando con una compagnia russa per realizzare dei programmi di gamification che trasmettano e avvicinino i bambini al mondo degli scacchi. 

Come è il panorama scacchistico in Russia? Ci sono molti club? 

Attualmente, causa restrizioni covid,  non ci sono molti tornei dal vivo in corso, però è pieno di scuole e gruppi di scacchi e in caso di necessità di può sempre andare al World Chess Club che ti anticipavo prima. Oppure – aggiunge – puoi andare a un bar o un ristorante e chiedere che ti portino una scacchiera, la hanno quasi tutti, così da giocare anche mentre mangi o farti qualche partita. 

Quale è il futuro della Nepo School?  

Ian è una persona molto ambiziosa e indubbiamente vorrebbe che la scuola continuasse ad espandersi sino a diventare la più influente della Russia. Mentre per il momento noi vorremmo continuare ad espanderci per quanto riguarda l’insegnamento degli scacchi in inglese, abbiamo già un sito e degli ottimi maestri che parlano inglese in modo fluente. 

Quali sono i punti forti di Ian Nepomniachtchi come giocatore?

Ci sono dei giocatori contro i quali è piacevole giocare, ed altri contro i quali è estremamente spiacevole, e Ian rientra indubbiamente nella seconda fascia in quanto lui capisce subito ciò che tu vuoi realizzare nella scacchiera e a differenza di molti non ti impedisce di portare a termine i tuoi piani, ma in modo più insidioso gioca delle mosse che ti fanno capire, solo una volta che li hai realizzati, di aver fatto una cavolata, e che la tua posizione non è più buona come pensavi. Io ho giocato con lui in varie Junior Championship e devo dire che per me è sempre stato impossibile batterlo. 

Evgeny 3

 

 


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