Checkmate, crisi di competenze negli scacchi

di Enrico M. Rosati | 01 Luglio 2022 @ 06:18 | CHECKMATE
Olimpiadi
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Quando si parla del mondo degli scacchi, è una opinione frequente che ci sia una vera e propria crisi delle competenze soprattutto in quanto a causa dell’evoluzione tecnologica e della pandemia questo sport è stato stravolto. Infatti, prima del 2000 il mondo scacchistico era davvero molto diverso da quello che conosciamo, i computer non erano così forti e lavorare a contatto con questo mondo – anche per i giornalisti – richiedeva una conoscenza ben oltre l’approfondito. Infatti, le analisi dei giornalisti erano l’unico modo per poter sapere cosa stava accadendo durante un determinato torneo e gli analisti erano necessari per capire quali mosse potevano essere considerate valide o meno. Infatti, le competenze necessarie negli scacchi anche per i giornalisti andavano oltre la capacità di scrittura e si centravano più su quella analitica della scacchiera, cosa che ad oggi è completamente inversa. Questo stravolgimento ha causato una crisi di competenze palpabile soprattutto all’interno delle conferenze stampa, è purtroppo comune che i campioni nel rispondere alle domande si lamentino della forma e contenuto di queste, infatti le conferenze stampa post-eventi nazionali e internazionali sono condite da affermazioni quali “Ma che tipo di domanda è questa?” o “Non mi interessa minimamente il punto della domanda”. 

Oggi, soprattutto a seguito della pandemia, anche se un giocatore non è un bravo teorico può diventare un ottima risorsa per il mondo scacchistico, vedesi ad esempio il canale Youtube più grande del settore, Gotham Chess. Levy, il proprietario, è ‘solamente’ un maestro internazionale (IM), di molto al di sotto della soglia necessaria in passato per poter parlare dell’argomento, eppure ora come ora è uno dei più seguiti. 

Per quale motivo? 

Perché ognuno di noi ha uno smartphone e un programma come Stockfish o Leela chess 0 sono ormai a portata di qualche click, di conseguenza riuscire a capire cosa ci sia effettivamente sulla scacchiera ed analizzarne le posizioni è ormai una skill che è a portata di tutti, e per questo motivo gran parte dei commentatori scacchistici sono scelti in base alla capacità di saper spiegare e semplificare ciò che si legge sullo schermo. Sempre più personalità si avvicinano agli scacchi senza aver titoli che fino a 20 anni fa venivano considerati necessari e invece cambiano le connotazioni dell’intera community scacchistica mondiale. 

Una crisi di competenze che non coinvolge unicamente i giocatori e commentatori, ma anche in generale il modo nel quale un determinato campione viene percepito dal pubblico. Importante in questo vedere le cifre degli scommettitori prima che iniziasse il Torneo dei Candidati, il favorito Ding Liren è in una posizione molto distante dalla vittoria, mentre Ian Nepomniachtchi che veniva quotato a 5 è ora a un passo dal vincere il titolo. Ancora una volta vien da chiedersi il motivo, che invece, è davvero semplice: la risonanza mediatica influenza il mondo degli scacchi più della bravura dei giocatori stessi. Indipendentemente da quanto una persona sia forte, se non causa scalpore mediatico come invece è successo a Ding rimarrà sempre tra chi è percepito come sfavorito. Lo stesso streamer di scacchi più famoso al mondo, Hikaru Nakamura è tra i candidati e nonostante un fortissimo supporto non è in cima alla classifica come invece gran parte dei fan di questo sport si aspettava. 

Questo aspetto degli scacchi dimostra che nonostante il mondo stia progredendo e le macchine siano sempre più forti non bisogna mai abbandonare un savoir faire che richiama i bei vecchi tempi in cui i fatti valevano più dei click. 


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